Era previsto un battesimo in pompa magna per Antonio Felice, figlio del pregiudicato siciliano Francesco Rapisarda, detto Ciccio Ninfa e ritenuto dagli investigatori vicino al clan Laudani. Per onorare il grande evento l’uomo, con precedenti per il reato di associazione di stampo mafioso, aveva organizzato una festa pubblicizzandola con manifesti 6×3 affissi in alcuni impianti abusivi a Macchia di Giarre, a Riposto e nelle periferia sud di Catania, in particolare per le strade del quartiere San Giorgio.

Sul manifesto appariva il piccolo con la coppola in testa con l’annuncio firmato dai genitori e una dedica di stampo esplicitamente mafioso:

“Questa creatura meravigliosa è… cosa nostra“.

Da come si può leggere sul cartellone alla festa, prevista per domenica 20 settembre, erano invitati anche personaggi noti del mondo della televisione italiana tra cui Andrea Azzurra di “The Voice”, Angela di “Uomini e Donne”, Claudio Tropea di “Io Canto” e vari cantanti neomelodici, da Luigi Di Pino a Dany Diamante e Gianni Narcy. Ovviamente, dati i precedenti di Rapisarda e i richiami palesemente mafiosi, il questore di Catania Marcello Cardona ha stabilito immediatamente la rimozione dei manifesti. La festa, nel frattempo, è stata annullata anche se il padre del piccolo ha giustificato al telefono la scelta particolare dei manifesti:

“Non c’è niente di male, è una cosa carina, lo abbiamo fatto per fare una cosa diversa, questa è sempre stata un’abitudine di famiglia. Io e mia moglie abbiamo fatto la stessa cosa anche per i battesimi degli altri miei due figli. Nel 2008, per la foto del manifesto del battesimo del primo bimbo  lo abbiamo vestito da diavoletto, con tanti angioletti attorno e la scritta: ‘Nato per essere diverso’. A noi piace fare le cose sfarzose“.