Matteo Renzi seguirà le indicazioni di Sergio Mattarella in merito all’approvazione della manovra in Senato, avendo deciso di porre la fiducia e di velocizzare quindi i tempi della discussione.

Le operazioni potrebbe concludersi già la giornata di domani, visto che le dichiarazioni di voto sono state fissate per le 12 e la prima chiamata è prevista per le ore 14.30, mentre le votazioni finali dovrebbe avverranno elettronicamente.

L’improvvisa crisi di governo, e la decisione repentina di Renzi di rassegnare le proprie dimissioni, rischiano però di far saltare tutte le modifiche che varie forze politiche avevano richiesto fosse aggiunte alla legge di Bilancio, che invece potrebbe dover essere approvato nella forma in cui era uscita dalla Camera.

In particolar modo si parla delle modifiche riguardanti gli incentivi per le ristrutturazioni energetiche in campo edilizio, la norma sulle contribuzioni addizionali nelle banche, il cambiamento del tetto massimo oltre il quale è stipulata è prevista la trasformazione delle banche popolari in società per azioni e la questione dei giochi, con il riordino di orari, distanze e offerta.

A non concordare con l’apposizione della fiducia c’è sopratutto la Lega Nord, che in una nota firmata dai capigruppo Massimiliano Fedriga e Marco Centinaio ha dichiarato che “non ci sono le basi per l’approvazione rapida della legge di bilancio al Senato, a meno che il governo non elimini immediatamente tutte le marchette pre-elettorali inserite prima del voto di domenica. Non vogliamo prolungare l’agonia per ripagare gli endorsement ricevuti da Renzi in campagna elettorale”.

Anche da Forza Italia arrivano perplessità sul provvedimento. Il senatore Francesco Nitto Palma critica la scelta di Renzi e Alfano, mettendo in dubbio la fedeltà dei loro senatori: “Se per caso immaginano di poter portare il Paese alle elezioni con il loro governo sappiano che il passaggio obbligato è il voto di fiducia sulla legge di stabilità. E mi auguro che se dovessero provare questo azzardo abbiano certezza che i senatori non renziani del Pd, quelli di Ncd e quelli di Ala votino tale fiducia”.