È arrivata molto velocemente la risposta italiana alle richieste di chiarimento della UE in merito alla bozza della manovra presentata circa due settimane fa, dichiarata non conforme alle richieste economiche fatte agli Stati membri dell’Unione.

Pier Carlo Padoan ha infatti difeso la linea del governo italiano, affermando che a causare la mancata adesione della bozza di bilancio alle aspettative sarebbero quattro aspetti: le spese eccezionali sostenute per affrontare l’emergenza dei migranti e del terremoto in Centro Italia, il peso delle riforme effettuate e la congiuntura economica.

Più nello specifico il ministro dell’Economia ha spiegato che la congiuntura economica ha fatto sì che gli indicatori venissero rivisti al ribasso rispetto agli accordi presi ad aprile; le riforme in cantiere hanno previsto un azzardo nella politica economica per poter raggiungere poi i risultati strutturali; mentre sisma e migranti, definite “circostanze eccezionali” avrebbero prodotto un indebitamento che porterebbe nel 2017 il Pil a scendere dal 2,3% all’1,9%.

Su questi due ultimi argomenti Padoan ha fornito cifre esatte, corredate di tabelle e grafici sui flussi migratori e le spese contingenti: 3,3 miliardi di euro nel 2016 (al netto dei contributi Ue) e 3,8 miliardi (0,22% del Pil) nel 2017, prospettando ovviamente uno scenario stabile, con una previsione della crescita della spesa fino allo 0,24% del Pil, ovverosia a 4,2 miliardi. Ed è stato ribadito come “lo sforzo in termini di investimenti sia ingente e va a beneficio dell’Italia ma anche e soprattutto dell’Europa”.

Il ministro ha poi difeso la necessità di adottare delle riforme in uno scenario difficile: “L’economia italiana sta crescendo in un contesto difficile, l’indebitamento continua a scendere: in questo contesto la politica del governo prosegue nella strada stretta di sostegno allo sviluppo e consolidamento di bilancio imposta dall’elevato livello di debito. Con risorse limitate la qualità delle misure è ancora più importante della quantità“.

Per questo motivo, con una prospettiva di crescita debole e di instabilità, con una Europa in “crisi di credibilità” diventa “necessaria in Ue e in Italia una strategia di crescita coordinata, fondamentale per dissipare l’incertezza”: per questo motivo la legge di bilancio da approvare in Parlamento servirà a rilanciare gli investimenti pubblici e sostenere la crescita, promettendo benefici per gli investitori: “in un quadro di accesa competizione per la creazione di capitale umano di qualità si rafforzano le ragioni per scegliere l’Italia: ad esempio si introducono incentivi come l’esenzione al 90%” del reddito assoggettato a Irpef per i ricercatori e del 50% per lavoratori dipendenti, manager e autonomi che trasferiscono in Italia la propria residenza“.