Con l’approvazione della manovra finanziaria allo studio del governo Renzi il ticket potrebbe aumentare in diverse regioni italiane. A lanciare l’allarme nelle scorse ore sono stati i rappresentanti degli enti locali che parlano di un probabile aumento dei ticket sanitari dovuto al congelamento degli aumenti delle addizionali Irpef e Ires nelle regioni.

Il governo si è affrettato a rassicurare che le regioni in deficit non saranno interessate dal blocco dell’incremento delle imposte. Come illustra il coordinatore degli assessori al Bilancio Massimo Garavaglia il piano di rientro interessa Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Sicilia, Calabria, Piemonte, Puglia:

Per queste regioni la legge prevede un aumento automatico di addizionali Irpef e Irap ma i presidenti e le giunte possono anche scegliere di agire sui ticket.

Garavaglia sottolinea che le regioni con buchi nella Sanità non sono sempre governate male. A volte il deficit è dovuto alle scarse risorse a disposizione per la sanità pubblica:

Con questa Legge di Stabilità il Fondo sanitario nazionale arriva al 6,6% del Pil, segnando un record in negativo negli ultimi anni, anche considerando che in Paesi come Francia e Germania tale percentuale sul Pil supera l’11%.

Critiche per la decisione di affidare la sanità ai governatori sono arrivate dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha definito la misura un errore fatale.

Aumento ticket e tagli alla Sanità: Chiamparino si dimette da presidente della Conferenza Stato-Regioni

Ieri sono arrivate anche le dimissioni del presidente della Conferenza Stato-Regioni Sergio Chiamparino. Chiamparino chiede chiarezza sui 111 miliardi di euro destinati al Fondo per la Salute nel 2016, 1 miliardo in più rispetto a quanto stanziato per il 2015. La ripartizione delle risorse e i servizi coperti dal finanziamento sarebbero infatti poco trasparenti:

Una risposta da parte del governo non è irrilevante per capire se questo miliardo in più messo in stabilità è sufficiente o no.

Il Governo aveva promesso di destinare 113 miliardi al Fondo per la Salute. Una differenza sostanziale che rischia di compromettere coperture fondamentali: dai farmaci salva-vita al piano vaccini; dai contratti dei medici ai livelli essenziali di assistenza.