Il dubbio: rinnovare il contratto ogni anno o fare un contratto pluriennale

Secondo Augusto Cirla, segretario nazionale Assocond Conafi, non è conveniente cambiare ogni anno il contratto di manutenzione dell’ascensore, soprattutto dal punto di vista costi-benefici. È consigliabile confrontare più preventivi e verificare che ci siano tutte le condizioni convenienti: dalla previsione di penali alla possibilità di recesso per possibili inadempienze. Meglio tuttavia un contratto medio-lungo che comporta vantaggi per entrambe le parti: l’azienda incaricata può ammortizzare i costi e proporre quindi prezzi più bassi e il condominio risolve al meglio il problema.

Il contratto deve descrivere chiaramente il servizio, la periodicità dei controlli, i costi in caso di pronto intervento, i costi in tutte le condizioni di utilizzo, i costi orari della manodopera per le prestazioni extra. Inoltre meglio affidarsi a imprese che abbiano un’adeguata copertura assicurativa, per tutte le evenienze nel corso dei lavori di manutenzione. Attenzione a eventuali clausole vessatorie contenute nel contratto.

Il riconoscimento giuridico del condominio come “consumatore” consente di applicare ai contratti di manutenzione le garanzie previste dal Codice del consumo: è cioè possibile contestare le clausole vessatorie, particolarmente per quanto riguarda le eccessive penali previste per il recesso anticipato dai contratti pluriennali.

Le spese ordinarie per la manutenzione dell’ascensore vengono ripartite secondo tabelle apposite che tengono conto per metà dei millesimi e per metà del piano a cui è situato l’appartamento (art. 1124 Codice civile). Per la manutenzione straordinaria, la ripartizione avviene invece secondo i millesimi di proprietà, in quanto l’opera aumenta il valore economico di tutto l’edificio. Questo, ad esempio, nel caso degli interventi che servano ad adeguare l’impianto a nuovi standard di sicurezza o della sostituzione della cabina.

IN SINTESI
Per facilitare la gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’ascensore all’interno di un condominio basta seguire delle regole: studiare scrupolosamente le clausole poste dall’impresa interpellata; rivolgersi ad aziende certificate e munite di assicurazioni che coprano i possibili danni connessi alle attività di manutenzione; valutare i possibili risparmi sui costi accessori: ad esempio optare per un contratto flat più vantaggioso; adeguare l’ascensore alle norme di sicurezza, pena l’obbligo per l’amministratore di bloccare l’impianto.

Le spese di manutenzione ordinaria vanno distribuite per il 50% in base ai millesimi e per la parte restante in base al piano dove è collocata l’abitazione; devono partecipare tutti i condomini, anche chi, abitando al primo piano, non usa l’ascensore. Alle spese straordinarie sono chiamati a partecipare tutti i proprietari in relazione ai millesimi posseduti.