Dopo la “Primavera di Milano”, in occasione del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea prenderà il via il secondo palinsesto culturale milanese del 2014. Il nuovo filone tematico si declinerà in autunno nel programma di “Milano cuore d’Europa”, il cui progetto espositivo prevede il tributo ad alcuni importanti artisti che impersonano la molteplice identità europea.

Abbiamo suddiviso le mostre dei prossimi mesi in tre palinsesti tematici – ha spiegato Filippo Del Corno, assessore alla Cultura – La ‘Primavera di Milano’, con le esposizione di artisti che hanno fatto grande la nostra città, ‘Milano cuore d’Europa’ in occasione del semestre italiano di presidenza dell’Ue che vede alcuni importanti appuntamenti in città a settembre, e ‘Expo in città 2015′ con l’offerta durante i sei mesi dell’esposizione. Abbiamo puntato a valorizzare il nostro patrimonio artistico, ma anche chiesto importanti prestiti a musei italiani e stranieri, costruendo un programma che prevede il dialogo tra le varie sedi espositive e museali“.

L’autunno si aprirà quindi all’insegna della retrospettiva dedica a Marc Chagall (Palazzo Reale, 17 settembre 2014 – 18 gennaio 2015), la più grande mai vista in Italia, che, con 220 opere provenienti da importanti musei del mondo, coprirà l’intero percorso artistico del pittore russo da Le petit salon del 1908, primo quadro, fino alle monumentali opere risalenti agli anni ’80 del XX secolo. Eclettico esponente del Modernismo e dell’Avanguardia, capace di attraversare in modo originale quasi tutto il Novecento con la sua arte, Chagall mantenne tuttavia uno stile fedele alla sua esperienza giovanile di membro appartenente a una piccola comunità levitica in un villaggio di umili condizioni. I suoi quadri parlano di quella comunità, con le nozze e la vita dei contadini, i rabbini e altri soggetti religiosi proiettati sulle tele secondo i precetti del fauvismo e parzialmente decomposti seguendo il cubismo, in un’atmosfera cromatica tanto importante e particolare da anticipare il surrealismo.

Articolata in sezioni che rispecchiano la cronologia dell’esperienza pittorica di Chagall, la mostra si aprirà sul periodo in Russia, con i primi dipinti realizzati a Vitebsk e San Pietroburgo, per proseguire con il passaggio in Francia, a Parigi, e il conseguente contatto con il cubismo, il fauvismo e il simbolismo. Si passerà quindi al ritorno in madrepatria, fino al 1921, quando assunse incarichi ufficiali per il governo sovietico e fondò una scuola d’arte e il Museo di arte moderna di Vitebsk. E ancora il secondo passaggio in Francia, a partire dal 1923, fino all’esilio, prima della Seconda Guerra Mondiale, negli Stati Uniti d’America, fino alla decisione di rientrare in Francia per stabilirsi definitivamente in Costa Azzurra.

Dipinti ancora nelle collezioni degli eredi, e talvolta inediti, si affiancheranno a capolavori provenienti dai principali musei del mondo, all’interno di un  percorso che intende illustrare l’intera produzione dell’artista, la cui vicenda biografica, quasi centenaria, gli ha permesso di venire a contatto con le più importanti avanguardie europee del Novecento. Il tema dell’esposizione è centrato su una nuova interpretazione del linguaggio di Chagall, la cui vena poetica si è andata costruendo nel corso del Novecento attraverso la commistione delle maggiori tradizioni occidentali europee. Dall’ originaria cultura ebraica a quella russa, fino all’incontro con la pittura francese delle avanguardie, Chagall è maestro nel sintetizzare mondi diversi e contemporanei.