Nel giorno in cui la Cassazione dovrebbe pronunciare la sentenza definitiva sul ricorso presentato da Marcello Dell’Utri contro la condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, il 15 aprile potrebbe invece vedere un rinvio. Infatti entrambi gli avvocati dell’ex senatore hanno presentato un certificato di malattia, chiedendo quindi il rinvio dell’udienza. Il più anziano dei due, Massimo Krogh, ha spedito una documentazione di ricovero in clinica. Il legale più giovane, Giuseppe Di Peri, ha inviato un fax sul proprio stato di malattia.

La legge prevede che un’udienza non possa avere luogo in assenza del difensore. Se la prima sezione penale, presieduta da Cristina Siotto, decidesse per il rinvio, i termini per la prescrizione verrebbero congelati. In assenza di condanna definitiva il reato per il quale Dell’Utri è processato verrà estinto il 1° luglio 2014.

Nel frattempo Marcello Dell’Utri (foto by InfoPhoto) resta detenuto in Libano. La magistratura locale non ha ritenuto necessario ascoltarlo. Deve ancora pervenire dall’Italia la richiesta formale di estradizione, per la quale ci sono trenta giorni di tempo dal momento dell’arresto. Successivamente il procuratore generale libanese dovrà valutarla e passare la propria relazione al ministro della Giustizia. Il Governo di Beirut è l’unica autorità legittimata a concedere l’estradizione.

E’ anche arrivata una smentita da parte di Amin Gemayel, ex presidente del Libano, alla notizia riportata nei giorni scorsi dal quotidiano Repubblica, secondo cui Dell’Utri sia stato mandato in Libano da Silvio Berlusconi su richiesta di Vladimir Putin per organizzare il sostegno alla campagna elettorale dello stesso Gemayel.