Scontri a Parigi nei pressi di Place de la Republique tra polizia e dimostranti scesi in piazza in occasione della conferenza sul clima. Tanti i gruppi di dimostranti, spesso formati da individui dal volto coperto, che hanno lanciato oggetti costringendo gli agenti a rispondere lanciando gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti scesi in piazza oggi nonostante il divieto, per denunciare l’emergenza climatica. La notizia è stata riportata dai media francesi. Secondo Le Monde, per esempio, sarebbero tra i 4.500 e i 10.000 le persone scese in piazza oggi a Parigi.

Alcuni testimoni hanno dichiarato di aver visto alcuni manifestanti togliere i tanti omaggi alle vittime degli attentati posti attorno alla statua della Marianne, mentre tanti altri militanti più pacifici si sono impegnati a rimettere al proprio posto tutti gli oggetti dispersi dai manifestanti. Lungo Boulevard Voltaire sono tanti i cartelloni trasportati dalla folla con scritte come “Sfruttano, inquinano, fanno profitti! L’emergenza è sociale e climatica”. Altri manifestanti, invece, avrebbero dato vita a una sorta di catena umana che si interrompe di fronte al teatro Bataclan in memoria delle 90 persone uccise nel teatro dai terroristi il 13 novembre.

Come già anticipato, in seguito agli atti terroristici che hanno colpito Parigi la scorsa settimana, la marcia nella capitale francese non è stata autorizzata per motivi di sicurezza ma chi oggi voleva manifestare per il futuro del pianeta ha deciso di farlo ugualmente anche in modo del tutto fuori dal comune: proprio a poche ore dall’inaugurazione della conferenza delle Nazioni Unite sul clima, la COP21, Place de la Republique è stata riempita da migliaia di paia di scarpe. Tra le scarpe allineate ci sarebbero, secondo le associazioni che hanno promosso l’iniziativa, anche quelle di Papa Francesco e del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. A proporre l’iniziativa di riempire place de la Republique di scarpe è stata l’associazione Avaaz, che sui social network invita a “prendere un paio di scarpe, scriverci su il proprio nome, disegnarci e inserire un messaggio di speranza per il futuro”.