È venuto a mancare a 86 anni Marco Pannella, il fondatore e leader del Partito Radicale, uno dei maggiori protagonisti della politica italiana sin dagli anni ’70.

Da tempo lottava contro un tumore ai polmoni e uno al fegato, per il quale si stava sottoponendo alla radioterapia, ma già nel 1998 aveva subito un’operazione per l’impianto di un quadruplo bypass e nel 2014 era stato operato per un aneurisma all’aorta addominale. Le sue condizioni ultimamente si erano aggravate al punto da richiedere un ricovero in clinica.

Nato a Teramo il 2 maggio del 1930, Pannella, il cui nome all’anagrafe risulta essere Giacinto (mentre Marco sarebbe stato il secondo nome, se fosse stato registrato come previsto), a vent’anni ha esordito nel mondo della politica diventando incaricato nazionale universitario del Partito liberale, per poi mettersi a capo dell’Unione nazionale degli studenti universitari.

Laureatosi in giurisprudenza, nel 1955 ha fondato il Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali insieme a Mario Pannunzio, Eugenio Scalfari, Leo Valiani ed Ernesto Rossi.

Dopo aver assunto la segreteria del partito nel 1963, due anni dopo Pannella si è impegnato personalmente nella battaglia per la legge sul divorzio del deputato Loris Fortuna, cercando strenuamente il supporto dell’opinione pubblica e costituendo la Lega Italiana Divorzio. La frenetica e inusuale attività di Pannella gli sono valsi persino il plauso e l’interessamento di intellettuali europei come Jean-Paul Sartre ed Eugene Ionesco.

Dopo aver fondato il quotidiano Liberazione nel 1973, in questo periodo Pannella si convince della necessità di depenalizzare le droghe, per la quale ingaggerà un’altra delle sue lunghe battaglie con tanto di gesti di disobbedienza civili, fedeli al credo nonviolento del politico. Entrato in Parlamento nel 1976 grazie ai buoni risultati alle elezioni, Pannella ha sostenuto un’opposizione importante agli accordi tra Democrazia Cristiana e Comunisti.

L’ennesima lotta che lo vede in prima fila è quella sulla legge dell’aborto, di cui si chiedeva la liberalizzazione: nonostante avessero poco apprezzato le limitazioni incluse nel testo di legge, i Radicali furono comunque decisivi per l’approvazione finale.

Divenuto europarlamentare nel 1979, durante gli anni 80 Pannella si è impegnato in una campagna contro la fame nel mondo, in particolare nel continente africano. Storica la sua azione di protesta negli uffici Rai del 9 settembre 1981, quando è comparso durante la trasmissione del Tg2 con un cartello in cui protestava contro la violenza del diritto d’informazione.

Tra le altre opere politiche di Pannella si ricordano anche i contributi alla nascita dei Verdi, ai quali affida il logo elettorale del Sole che ride, e i referendum proposti sui caccia da guerra e contro il nucleare, per non parlare della vasta campagna transnazionale contro la pena di morte nel mondo.

Nel 1992 viene ottenuta finalmente la depenalizzazione delle droghe leggere, che però verrà ripristinata dalla legge Fini-Giovanardi di oltre un decennio dopo e recentemente abolita.

Le elezioni politiche del 1994 segnano una pagina “scandalosa” per Pannella, che propone un‘alleanza con Silvio Berlusconi, del tutto inutile ai fini dell’elezione in Parlamento: il politico però ottiene la nomina della protetta Emma Bonino in qualità di commissario europeo. Dopo una lunga amicizia tra i due è recente la separazione dei Radicali da questa, accusata di essere allontanata dagli obiettivi del movimento per fare carriera.

Negli anni 2000 hanno fatto molto discutere le posizioni interventiste assunte da Pannella in merito alla guerra in Kosovo e in Afghanistan, tanto da rompere alcuni legami con il mondo del pacifismo. Ma Pannella si sarebbe poi schierato in prima persona contro l’invasione dell’Iraq e avrebbe poi continuato a impegnarsi nella tante campagne libertarie, tra cui quella sempre più pressante sulle condizioni dei detenuti in carcere, anche grazie al supporto diretto di Radio Radicale, ai cui programmi ha continuato a partecipare sin dalla fondazione nel 1977.

Celeberrimi sono stati gli innumerevoli scioperi della fame e della sete, il più lungo dei quali è durato ben tre mesi nel 2011, quando Pannella aveva ben 81 anni. Tra le molte caratteristiche inusuale del personaggio una delle più apprezzate dall’opinione pubblica è stata quella del costante rifiuto del trattamento pensionistico e dei vitalizi derivanti dall’attività di deputato.