Marco Pannella ha accettato di farsi somministrare una terapia di reidratazione endovenosa (una soluzione di acqua e zucchero), sebbene non abbia ancora ripreso a bere. Prosegue dunque il suo sciopero della fame e della sete, cominciato l’11 dicembre. Il suo obiettivo è  per proporre un’aministia che cancelli i 5 milioni di processi penali pendenti e l’introduzione del diritto di voto per i detenuti. In un video diffuso nella mattinata del 19 dicembre, Pannella ha dichiarato di accettare la terapia “Per cercare di salvare questa vita per salvare la vita di quegli altri, migliaia, forse milioni, di persone che, nel momento in cui passava da me, si alzava il pollice verso”.

In un comunicato diffuso sui social network, il leader radicale ha poi aggiunto: “Alla grande, immensa rete è affidata la possibilità di svegliare inurbanamente, diversamente, potenti e credenti, per pronunciare la loro decisione di pollice verso nei miei confronti. E’ problema di minuti”.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso “sollievo” per la decisione di Pannella di sottoporsi ad una minima reidratazione e ha nuovamente invitato istituzioni ed opinione pubblica alla necessità di “affrontare con senso di responsabilità, umanità e civiltà costituzionale la vergognosa realtà carceraria che marchia l’Italia”.

Ieri anche il presidente del Consiglio, Mario Monti, aveva visitato Pannella in clinica.