“L’operazione Triton che Frontex farà partire l’1 novembre non sostituirà Mare Nostrum.” così il direttore esecutivo di Frontex, Gil Arias Fernandez, perchè “l’Agenzia e l’Unione Europa non possono sostituire gli Stati membri nella responsabilità di controllare le loro frontiere: da noi ci sarà un supporto”.  Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, non ha fatto in tempo ad annunciare che “in uno dei prossimi Consigli dei ministri il governo Renzi delibererà la chiura di Mare Nostrum” che dall’Europa arriva la doccia gelata per tutto l’esecutivo.

“Frontex integra il compito degli Stati membri che si trovano ad affrontare crisi promuovendo operazioni congiunte ed una di queste è proprio Triton, che partirà dall’1 novembre indipendentemente da quello che accadrà a Mare Nostrum: la decisione se ridurre o terminare quest’ultima operazione spetta al Governo italiano”, ha sottolineato Arias Fernandez che ha anche precisato i confini dell’azione di Frontex, “Salvare vite umane è sempre una priorità assoluta, ma il mandato dell’Agenzia è quello di controllare le frontiere, non facciamo ricerca e soccorso, anche se spesso una missione di controllo dei confini diventa di ricerca e soccorso”. Arias Fernandez ha anche rilevato che “l’Agenzia non ha imbarcazioni in grado di andare vicino alle coste libiche”, come invece accade per i mezzi di Mare Nostrum, “nè siamo autorizzati a farlo”.

“Profonda preoccupazione” è stata comunicata da parte dell’Unhcr temendo che la fine di Mare Nostrum “farà aumentare i rischi per le persone che tentano di raggiungere l’Europa via mare e potrebbe portare ad un aumento di morti” così Amnesty e Save the children che sanno bene dei limiti operativi di Frontex, con l’operazione Triton, è solo quella di controllare le frontiere senza salvare vite umane.

photo credit: Vito Manzari via photopin cc