Un maresciallo dei carabinieri è stato arrestato dai colleghi del Nucleo investigativo di Monza. Sull’uomo, in servizio presso Cassano d’Adda (in provincia di Milano) pende infatti l’accusa di aver firmato i verbali per la dichiarazione di avvenuta distruzione della droga sequestrata nell’ambito delle proprie funzioni quando invece lui stesso avrebbe rivenduto la medesima droga ai pusher.

Il maresciallo dei carabinieri che prestava servizio in provincia di Milano è quindi stato arrestato con l’accusa di falso ideologico, corruzione e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Ad emettere l’ordine di arresto il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano, che ne ha richiesto il trasferimento presso l’istituto penitenziario di San Vittore. Il maresciallo dei carabinieri comandava il Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Cassano d’Adda ma in passato aveva prestato servizio anche in provincia di Bergamo.

In base alle ricostruzioni effettuate in sede di indagini dagli inquirenti, oltre ad aver dichiarato il falso sui verbali di distruzione che lui stesso aveva prodotto, l’uomo avrebbe ceduto gli stupefacenti sequestrati ad un gruppo di pusher e avrebbe anche fornito loro istruzioni in merito ai militari di pattugliamento, in modo tale da prendere precauzioni e da non essere scoperti. Informazioni di cui lui, ovviamente, poteva disporre visto il ruolo che ricopriva.