Margaret Hilda Thatcher, cognome da nubile Roberts, nacque il 13 ottobre 1925 a Grantham, nella contea del Linconshire, Inghilterra del nord.

Si laureò in chimica ad Oxford e lavorò come ricercatrice, militando in parallelo attivamente nella politica locale col Partito conservatore. Nel 1970 ricoprì il suo primo incarico governativo, come ministro dell’Istruzione. Nel 1975 divenne leader del partito. Dopo la vittoria alle elezioni del 1979, fu la prima (e finora l’unica) donna a diventare primo ministro.

Il Regno Unito in quegli anni si trovava alle prese con una persistente crisi economica, unita ad elevata inflazione. Nel primo mandato la Thatcher aggredì l’inflazione alzando i tassi d’interesse e aumentando la Vat (la nostra Iva). Riuscì a controllare l’inflazione, ma il prezzo fu un ulteriore aumento della disoccupazione. Questo fattore, unito all’intransigenza nei confronti dei sindacati, portò a forti tensioni sociali. Ma nel medio termine queste misure, insieme a privatizzazioni su larga scala e consistenti tagli alla spesa pubblica, favorirono la ripresa dell’economia.

In politica estera l’azione della “Lady di ferro” (soprannome affibbiatole dalla stampa sovietica prima ancora che diventasse capo del Governo) fu improntata ad un forte riavvicinamento agli Stati Uniti e a notevole ostilità verso l’Unione europea. Strinse un legame politico particolarmente forte con Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov (“Un uomo con cui poter lavorare”, disse del leader sovietico) La fermezza fu comunque la linea guida dell’intera sua politica. Lo dimostra la reazione spietata all’invasione argentina delle isole Falkland, condotta come una vera e propria guerra, poi vinta dai britannici; oppure le durissime repressioni contro i sindacati più violenti. Non fu meno dura contro l’Ue: nel 1984 pretese e ottenne una forte riduzione del contributo britannico al fondo agricolo europeo.

Alla fine degli anni ’80 l’economia inglese tornò a declinare, e con essa la popolarità di Margaret Thatcher (foto by InfoPhoto); l’istituzione della famigerata poll tax, una tassa uguale per tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito, provocò addirittura uno sciopero fiscale. Perse rapidamente l’appoggio del partito, fino a restare sconfitta nelle elezioni interne per la leadership. Il 21 novembre 1990 si dimise da primo ministro. Nel 1992 non si ricandidò alla Camera dei comuni. Si allontanò progressivamente dalla politica attiva. Nel 2004 partecipò ai funerali di Ronald Reagan e ne pronunciò l’elogio funebre, registrato.

Negli ultimi anni il suo stato di salute peggiorò notevolmente. Soffriva del morbo di Parkinson. E’ morta oggi, 8 aprile 2013, dopo un ictus.