Quest’oggi, 2 dicembre 2013, la grandiosa Maria Callas avrebbe compiuto 90 anni. Google festeggia il compleanno della Divina, con uno scarabocchio che la rappresenta in quello che era il suo habitat naturale: il palcoscenico.

Nata a New York da genitori greci, la Callas studiò ad Atene, dove cantò dal 1939 al 1945, intraprendendo la carriera internazionale dai tardi anni quaranta agli anni sessanta.

Dotata di una voce particolare, che coniugava un timbro unico a volume, estensione e agilità notevoli, la Callas contribuì alla riscoperta del repertorio italiano della prima metà dell’Ottocento, in particolare Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti, di cui seppe dare una lettura personale, in chiave tragica e drammatica, oltre che puramente lirico-elegiaca. Sempre a lei si deve la riscoperta della vocalità ottocentesca definita canto di bravura, ma con lei in un’epoca moderna che comprendeva anche il genere verista fu coniato da Teodoro Celli il termine di soprano drammatico d’agilità per la restaurazione della tecnica di canto di origine primo-ottocentesca applicata a tutti i repertori.

Passione, musicalità, capacità di interpretare la lirica con uno stile moderno assai raro tra i suoi colleghi sono solo alcune delle caratteristiche che fecero di lei un vero e proprio mito non solo per gli esperti e gli appassionati del genere. Celebre per la sua straordinaria bravura, ma anche per il fascino e l’eleganza che la contraddistinsero, la sua vita fu piena di amori, il più celebre quello con Aristotele Onassis per il quale lasciò il marito, l’industriale Giovanni Battista Meneghini. Qualche anno dopo lo stesso Onassis la lasciò improvvisamente per sposare la vedova Kennedy.

Il suo amore impossibile fu però Pierpaolo Pasolini che le tirò fuori le migliori doti attoriali per una memorabile Medea, mentre tra il 1973 e il 1974 il suo ultimo uomo, Giuseppe Di Stefano, la convinse a portare a termine la sua ultima tournee mondiale che si chiuse a Sapporo con la sua ultima esibizione pubblica.

Indissolubilmente legati al suo nome sono Norma di Vincenzo Bellini e Medea di Luigi Cherubini, ruoli di cui ha dato un’interpretazione magistrale, sia vocalmente che propriamente teatrale, restandone la massima interprete.

La Divina morì venerdì 16 settembre 1977, intorno alle 13.30. Le sue condizioni fisiche erano da tempo compromesse: il referto medico indicò l’arresto cardiaco come causa del decesso, smentendo le voci che parlavano di suicidio.