Il padre della Ministra Maria Elena Boschi, Pier Luigi, risulta indagato per bancarotta fraudolenta in merito al fallimento della banca Etruria, di cui tra il maggio del 2014 e il febbraio del 2015 è stato membro del consiglio di amministrazione in qualità di vicepresidente senza deleghe. Ad essere finiti nel registro degli indagati sono stati tutti i quindici membri del cda della vecchia Banca Etruria, indagati dunque per concorso in bancarotta fraudolenta.

La notizia, giunta nella giornata di ieri, non è sfuggita alle parti politiche presenti in parlamento. Maurizio Gasparri (Forza Italia) avrebbe dichiarato che Maria Elena Boschi non può certo essere incolpata delle eventuali responsabilità del padre ma che al tempo stesso appare piuttosto evidente il contrasto fra il caso della Banca Etruria e le scelte del governo Renzi in materia bancaria.

Chi invece chiede chiaramente le dimissioni della Ministra delle Riforme Maria Elena Boschi è la Lega Nord che per bocca di Paolo Grimoldi fa sapere di non approvare la scelta di continuare ad avere al governo un ministro che avrebbe contribuito a creare un provvedimento ad hoc per salvare proprio Banca Etruria e che ancora oggi non avrebbe fatto nulla per rimborsare i correntisti che hanno perso i loro soldi.

Dimissioni di Maria Elena Boschi sono chieste a gran voce anche dal Movimento Cinque Stelle, che affida il suo pensiero a Luigi Di Maio e che su Twitter lancia l’hashtag #laRaicensura, incolpando la tv di Stato di non aver dato la notizia sul padre della Boschi. Su Twitter è attualmente presente anche l’hashtag #BoschiDimettiti, che raccoglie il pensiero di tutti coloro che pensano che Maria Elena Boschi debba uscire dal governo di Matteo Renzi.