Secondo un articolo de Il Fatto Quotidiano pubblicato in data 28 marzo, la Ministra Marianna Madia avrebbe copiato parte della tesi scritta per conseguire il dottorato, tesi intitolata Essays on the Effects of Flexibility on Labour Market Outcome. Secondo il quotidiano diretto da Marco Travaglio (l’articolo online di Laura Margottini può essere letto a questo link), in trentacinque delle novantaquattro pagine della tesi di Marianna Madia vi sarebbero passaggi pressoché identici a quelli presenti in altre pubblicazioni, senza esservi alcuna citazione a riguardo. Secondo Il Fatto, dunque, la tesi della futura Ministra della Semplificazione e Pubblica Istruzione sarebbe in più parti indistinguibile dalle parole originali di altri autori.

A quanto pare Il Fatto Quotidiano si sarebbe servito di un software antiplagio per confermare la sua ricostruzione ma Marianna Madia ha subito smentito le accuse. La Ministra è stata sostenuta in questo anche da Pietro Pietrini, direttore dell’IMT di Lucca (la scuola pubblica presso cui la Madia ha conseguito il dottorato nel 2008), che ha ritenuto del tutto infondate le affermazioni fatte nell’articolo della Margottini.

La reazione della Madia, come detto, non si è fatta attendere. La Ministra ha messo a disposizione su Twitter un link per poter leggere la sua tesi di dottorato, specificando che sarebbero stati i giudici a stabilire l’eventuale danno da lei subito in seguito all’articolo apparso su Il Fatto. Una dichiarazione che lascia intendere, inequivocabilmente, che la Madia sia pronta a tutelare legalmente la propria reputazione.

Il Fatto Quotidiano, nella stessa giornata del 28 marzo, ha prontamente pubblicato la replica della Ministra Marianna Madia, che su Facebook ha specificato come all’interno della tesi gli autori siano stati citati eccome. Nonostante questo, la questione è evidentemente destinata a proseguire. In altre sedi però.