2mila piante di marijuana per 3 tonnellate di prodotto finito e un valore economico di circa 2 milioni di euro: sono questi i numeri dell’incredibile operazione dei carabinieri di Ragusa, che ha portato a un arresto alla periferia di Santa Croce Camerina.

I militari, su disposizione del sostituto procuratore Monica Monego, hanno infatti tratto in carcere Salvatore Gurrieri, 37 anni, originario di Vittoria, titolare di un’azienda agricola sita lungo la strada che porta da Santa Croce a Scoglitti.

L’arresto è avvenuto dopo vari accertamenti e un periodo di appostamenti dopo i quali è stata accertata la presenza di numerose serre nelle quali venivano coltivate le piante di marijuana, per un’estensione totale di circa 20mila m²: le piante, alte tra il metro e mezzo e due, erano nascoste tra le altre colture della piantagione, principalmente melanzane e pomodori.

Gurrieri aveva predisposto un impianto tecnologicamente avanzato per curare la crescita della marijuana, adottando un sistema che consentiva l’innaffiamento automatico anche di notte. Colto in fragrante mentre si accingeva a un giro di controllo, il coltivatore è stato arrestato per produzione di sostanze stupefacenti, con in più l’aggravante dell’ingente quantitativo (si è trattato del più grande sequestro di marijuana nella zona).

Nel frattempo pare che la produzione di cannabis terapeutica in Italia, approvata da 11 regioni che hanno predisposto la gratuità del trattamento, abbia già subito una battuta d’arresto. Il centro di ricerca di Rovigo deputato alla coltivazione, l’unico abilitato nel Paese, ha infatti ricevuto l’annuncio della prossima chiusura in base ai provvedimenti di spending review avviati dal governo Renzi. Nel frattempo si attende l’arrivo della prima proposta di legge per la depenalizzazione della sostanza.