Dopo la Grecia, quale sarà il prossimo paese europeo destinato ad andare incontro alla crisi? Marine Le Pen non ha dubbi in proposito: toccherà all’Italia. La leader del Front National francese specifica però che questa non è una sua opinione personale, quanto il pensiero comune che circola a Bruxelles.

Intervistata da Il Giornale, Marine Le Pen ha attaccato pesantemente l’Unione Europea. La leader del partito nazionalista di estrema destra francese a proposito della delicata questione della Grecia ha dichiarato: “Della Grecia se ne fregano. Il loro obiettivo è salvare l’euro a tutti i costi. E sa perché? Se Atene uscisse dall’euro si rischierebbe di provare che si sta meglio senza la moneta unica. E loro sanno che potrebbe essere un primo esempio, pure contagioso”.

Marine Le Pen avanza inoltre l’ipotesi di proporre un referendum anche in Francia: “Vorrei un referendum come nel Regno Unito. Come fa Londra, nell’attesa che si svolga, tratterei. Sono per un ritorno alla sovranità dei singoli Paesi”.

Riguardo alla possibilità che Tsipras possa chiedere aiuto a Putin per cercare di risolvere i problemi economici della Grecia, Marine Le Pen afferma che: “Tsipras fa quello che vuole, i Paesi sono sovrani. Se vuole chiudere un accordo strategico con la Russia di Putin può farlo, se il popolo greco è d’accordo. Noi abbiamo commesso un enorme errore con la Russia, conducendo una guerra fredda insensata con un partner strategico naturale. L’abbiamo spinta nelle braccia della Cina e dei Brics”.

La Le Pen ha poi spostato il discorso sull’Italia, lanciando una profezia piuttosto minacciosa e inquietante. La “prossima Grecia” saremmo infatti proprio noi. Alla domanda sul perché Matteo Renzi non ha un ruolo attivo nelle trattative tra la Ue e il governo di Tsipras, Marine Le Pen risponde dicendo: “Credo che dipenda dal fatto che i leader europei pensino che l’Italia non sia stata una buona allieva dei piani di austerità. Sono convinti che sia il prossimo Paese che provocherà problemi. Perciò sarebbe paradossale metterlo attorno a un tavolo. Ma tutto ciò è antidemocratico, non ha alcun senso”.