Dopo la clamorosa sconfitta alle presidenziali continuano i dispiaceri per Marine Le Pen: la leader del Front National è infatti indagata ufficialmente per appropriazione indebita dei fondi del Parlamento europeo.

La notizia arriva al termine dell’interrogatorio avviato dal giudice Renaud Van Ruymbeke, avvenuto presso la procura finanziaria di Parigi, e a confermare l’indiscrezione è lo stesso legale della Le Pen, Rodolphe Bosselut.

Questi ha spiegato che non ci sono state sorprese da parte della politica: “Conformemente agli impegni presi in campagna elettorale, si è recata alla convocazione dei magistrati che la hanno, come era atteso, incriminata”. Contestualmente è stato già annunciato il ricorso in appello.

Secondo l’accusa la Le Pen avrebbe utilizzato i fondi dell’Europarlamento, destinati alle attività connesso a questo ambito, per pagare i propri dipendenti nel partito, tutti impiegati in Francia.

L’avvio delle indagini era già noto da quando due anni fa era stata aperta l’inchiesta su esplicita domanda del Parlamento della UE, che aveva constato irregolarità riguardanti 20 assistenti del Front National, attivi a Strasburgo e Bruxelles.

Erano poi stati iscritti nel registro degli indagati anche Catherine Griset e Thierry Légier, capo di gabinetto e guardia del corpo della ex candidata alla presidenza francese uscita sconfitta dallo scontro con Macron, i quali nonostante fossero stati assunti come assistenti non avrebbero in realtà svolto alcuna mansione.

In precedenza erano state respinte tutte le accuse, e La Le Pen aveva rifiutato ogni spiegazione, insinuando che che tutta la faccenda non fosse che un attacco diretto per screditarla nel momento più delicato della sua campagna elettorale.