Non è un momento semplice per il Front National. Secondo il quotidiano Le Monde – che sarà in edicola nel pomeriggio -, il partito francese – insieme alla sua leader Marine Le Pen e due suoi stretti collaboratori e dirigenti del partito, David Rachline (sindaco di Frejus), e Nicolas Bay (deputato europeo e segretario del Fronte) – sarebbero sotto inchiesta con l’accusa di finanziamento illecito.

Questa indagine si aggiunge a quella avviata dal Parlamento europeo all’inizio di marzo sulle irregolarità riguardanti 20 assistenti del gruppo a Strasburgo e Bruxelles. In questo caso la magistratura si starebbe concentrando sulla figura di Frederic Chatillon, proprietario della LLC Riwal, agenzia di comunicazione e principale “prestatrice di servizi” del Front National.

La notizia dell’inchiesta arriva nei giorni in cui sta consumando l’ultimo è definitivo strappo tra la leader del Front National ed il padre – fondatore e presidente onorario del partito. Ieri Marine Le Pen ha annunciato in tv – era ospite al tg delle 20 di TF1 (l’equivalente della nostra Rai 1) – l’apertura di una procedura disciplinare nei confronti del padre per le sue posizioni antisemite e negazioniste dell’Olocausto. Stamattina il padre Jean Marie ha risposto su Rtl dicendo che “l’intervista della signora Le Pen mi lascia sbalordito. Non riesco a capire le cause delle sue azioni, le tappe della sua evoluzione. La signora Le Pen sta provocando l’esplosione, aveva la possibilità di avere risultati vincenti e si crea da sola un’enorme difficoltà con il fondatore del suo partito che, in più, è anche suo padre“.

Lo scontro potrebbe consumarsi durante la riunione dell’ufficio esecutivo il 17 aprile – rappresenta una sorta di consiglio di amministrazione del partito francese. Attorno al tavolo, oltre al padre e alla figlia, dovrebbero esserci i vicepresidenti del Front, il tesoriere e il segretario generale. Marine Le Pen non vorrebbe arrivare ad un vero e proprio braccio di ferro con il padre. Vorrebbe ottenere le dimissioni del fondatore del partito, ma lui ha già detto di non avere l’intenzione di abbandonare l’attività politica. Quindi la soluzione più probabile al momento è che venga espulso dal Front National.