È una Marine Le Pen scatenata quella che si sta giocando il tutto per tutto in queste elezioni presidenziali in Francia.

Il suo slogan “Choisir la France” d’altro canto è chiaro e affianca ai più semplici “Vinceremo” e “Siamo a casa nostra!”: mettere al primo posto gli interessi della nazione e rigettare le richieste dell’Unione Europea.

Lo ha affermato senza reticenza alcuna la candidata, ed è sempre stato uno dei punti fermi del suo programma elettorale, che ha spinto persino alcuni elettori della sinistra antieuropeista a turarsi il naso votando per il Front National.

E per ribadirlo Marine Le Pen ha scelto come teatro del suo comizio del 1 maggio il Parco delle esposizioni di Villepinte, sito nella banlieue a nord-est della capitale. Lì si sono ritrovati i suoi sostenitori, che paragonano la situazione della Francia a quella dell’Italia: entrambi i Paesi sarebbero stufi di essere gestiti da Bruxelles, e si dicono desiderosi di ripristinare le vecchie frontiere.

Neanche il sospetto del recente scandalo riguardante i fondi fittizi destinati agli assistenti parlamentari di Strasburgo riesce a smuoverli dalla loro convinzioni: il possibile reato viene infatti visto come uno sgarbo alla UE.

Una necessità sempre più pressante, come fanno intendere le lamentele dei presenti, che riconducono i tre problemi principali – terrorismo, disoccupazione, crollo del potere d’acquisto – proprio all’operato di Bruxelles.

Quando infine sale sul palco la Le Pen si scaglia contro il suo rivale Emmanuel Macron, che giudica un emissario del “mondo della finanza”, definito “una minaccia alla libertà, con una concezione estremista dell’Unione Europea”. Tuttavia gli ultimi sondaggi danno ancora vincente con il 61% delle preferenze lo sfidante del partito En Marche!