Il capitolo di Ignazio Marino a Roma non si è ancora chiuso. Mentre nella Capitale in tutti gli schieramenti politici si guarda già al suo successore, che verrà deciso nelle elezioni della prossima primavera, il discusso ex sindaco torna a far parlare di sé.

Sulla sua caduta da sindaco della Capitale adesso la Procura di Roma ha aperto un fascicolo. Al momento non sono state ancora formulate delle ipotesi di reato vere e proprie e non risulta ancora nessun nome iscritto nel registro degli indagati, però sono cominciate le indagini per cercare di fare chiarezza su quanto avvenuto negli scorsi mesi e su come si è arrivati allo scioglimento della giunta comunale.

L’esposto è stato presentato dall’avvocato Enrico Sgarella, che ha motivato la necessità dell’inizio di una procedura di azione penale dichiarando: “Una decina di cittadini nell’area del gruppo che ha sostenuto l’ex sindaco Ignazio Marino mi ha chiesto di presentare questo esposto affinchè vengano approfondite la presunta minaccia di non ricandidare i consiglieri comunali per indurli a firmare le dimissioni e fare cadere la giunta. Ovvero la minaccia di un male ingiusto per compiere un atto contrario al mandato ricevuto”.

Gli accertamenti per verificare quanto in effetti accaduto durante i giorni che hanno preceduto la caduta della giunta di Roma e del sindaco Marino verranno coordinati dal pm Roberto Felici.

Il presidente del Partito Democratico, nonché deputato e commissario del Pd di Roma, Matteo Orfini ha commentato la decisione di far partire questa procedura di accertamento sulla caduta della giunta Marino dicendo, non senza una certa dose d’ironia: “L’apertura di un fascicolo da parte della procura di fronte alla presentazione di un esposto è come noto un atto dovuto. Spero però che – dato il contenuto dell’esposto – della vicenda venga al più presto investito anche un pool di autorevoli psichiatri o – data la recente riapertura degli X-Files – gli agenti Scully e Mulder”.