L’ex sindaco di Roma Ignazio Marino torna a far sentire la sua voce dalle pagine del quotidiano Repubblica. In un’intervista pubblicata oggi l’ex primo cittadino romano dà una valutazione delle prime settimane di governo della giunta Raggi. Secondo Marino l’operato del neo sindaco non è tutto negativo, ma molti fantasmi del passato sono tornati ad aleggiare sulla Capitale. Per l’ex sindaco i vecchi vizi sembrano davvero duri a morire.

Dai rifiuti agli abusivi: Marino scontento del M5S

Sono tanti gli aspetti su cui lavorare per migliorare Roma e la vita dei romani, ma secondo Marino finora la giunta Raggi ha fatto troppo poco e male:

Le piazze della Capitale sono piene di venditori abusivi, dopo la mia amministrazione i tavolini si stanno allungando ben oltre i limiti consentiti. E questo sotto gli occhi indifferenti di chi deve garantire la legalità

ha criticato l’ex sindaco. Ma non c’è solo il problema degli abusivi. Alcune delle grandi opere che porterebbero lavoro nella Capitale sono al momento bloccate, dal nuovo stadio della AS Roma, interamente finanziato da capitali stranieri, alla candidatura per le Olimpiadi del 2024, fino all’impianto di smaltimento rifiuti di Rocca Cencia che, almeno in parte avrebbe potuto sopperire alla chiusura di Malagrotta, incredibilmente fermo.

Per Marino non è tutto da buttare il lavoro fatto dal sindaco Virginia Raggi fino a questo momento. L’ex sindaco ha apprezzato la posizione assunta sulla pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Marino aveva deciso di pedonalizzarli a partire dall’1 agosto 2016; il commissario Tronca aveva cancellato il provvedimento mentre la Raggi ha deciso nuovamente di applicarlo a partire dal 1 gennaio 2017.

Spero non ci siano altri cambi

ha chiosato Marino. Per il futuro però ci sarà ancora tanto da lavorare, e i segnali che arrivano fino a questo momento non sono molto positivi secondo l’ex sindaco:

c’è un’esemplare continuità con i 50 anni trascorsi tra il 1963 e il 2013, quando il sistema dei rifiuti di Roma era organizzato intorno all’idea di una grande buca che ha favorito il privato rispetto al pubblico. A Roma stanno tornando quei salotti e quei poteri forti che in questo momento paiono felici di poter riprendere a gestire in maniera sterile il patrimonio pubblico. Ai Mercati generali, per esempio, c’è un buco di ettari abbandonato, affidato dal Comune a un gruppo di imprenditori nel 2006. Non si vede una gru lavorare. Inoltre non vedo un impegno di sostanza sulle povertà.

A dispetto delle critiche Marino si è detto fiducioso e ha auspicato che le politiche della giunta Raggi portino benefici per la città in breve tempo.