Adesso è Ignazio Marino a parlare. Dopo le richieste di dimissioni piovutegli addosso da più parti e le critiche abbattutesi su Roma da parte di quotidiani internazionali prestigiosi come New York Times e Le Monde, ora è il sindaco della Capitale a dire la sua.

In un’intervista concessa al Corriere della Sera, Marino ha affrontato vari argomenti delicati. Il sindaco di Roma difende il suo operato e afferma la sua indipendenza: “Sono il primo sindaco di Roma libero dai partiti. […] Considero Francesco Rutelli e Walter Veltroni due grandi sindaci di Roma, ed erano capi di partito. Passando di qua avevano legittime ambizioni politiche. Io invece non ne ho”.

Ignazio Marino, che di professione è chirurgo, utilizza una metafora medica per parlare dello stato in cui aveva trovato Roma e il Pd prima del suo incarico come sindaco: “Quando sono arrivato ero convinto di poter sistemare tutto al massimo in dodici mesi. Non avevo calcolato la comorbilità. […] Si dice in medicina. Per esempio, devi trapiantare uno e scopri che ha anche una grave malattia respiratoria. Qui c’era una politica marcia e perfino la criminalità organizzata”.

Marino ribadisce quindi di aver trovato un Partito Democratico “marcio”: “Due anni fa non pensavo certo di essere arrivato a governare Stoccolma, ma neppure di avere un Pd marcio contro di me e la criminalità infiltrata nella dirigenza. Nel 1966 Renzi non era nato, ma di sicuro sa che nella Firenze alluvionata prima di tutto tolsero il fango, poi rimisero in ordine gli archivi. Tolto il fango da Roma, ora voglio essere valutato per come rimetterò in ordine gli archivi”.

Marino sostiene che adesso la situazione è differente: “Dopo l’arrivo di Matteo Orfini si respira aria fresca. Prima di lui con certi esponenti del Pd si poteva parlare solo di posti e cariche. Ora invece discutiamo di progetti, di buche stradali, di piani industriali per Ama, Atac…”.

Uno degli argomenti più delicati affrontati nell’intervista con il Corriere è quello dei preparativi del Giubileo, sul quale Ignazio Marino afferma di avere la fiducia da parte di Matteo Renzi: “Ci sono ritardi oggettivi. Ma a questa fiducia che il presidente del Consiglio ha voluto accordare alla mia amministrazione si aggiunge la notizia che martedì 4 agosto a Palazzo Chigi si sbloccherà tutto”.

Riguardo alle critiche da parte dei quotidiani New York Times e Le Monde a Roma, Marino replica invece sostenendo che: “A queste cose dovreste reagire voi della stampa italiana. È chiaro che si tratta di una strategia per danneggiare l’Italia nel momento in cui si è candidata alle Olimpiadi del 2024, guarda caso con la concorrenza americana e francese”.