Ignazio Marino ieri sera ha presentato le sue dimissioni da sindaco di Roma, non senza rammarichi e non senza risparmiare qualche frecciatina al suo stesso partito. Dimissioni che ormai d’altra parte sembravano inevitabili, dopo lo scandalo che l’ha travolto negli scorsi giorni per le presunte cene di lavoro effettuate a spese del Comune.

La notizia delle dimissioni di Marino è stata accolta con grande gioia dalle opposizioni. Particolarmente soddisfatti i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, che le avevano invocate già da parecchio tempo e che hanno commentato chiedendo di avere una possibilità di governare ora nella Capitale: “Il lavoro del M5S ha permesso di smascherare le balle di Marino. Queste dimissioni rappresentano il fallimento di Renzi e del Pd. Siamo pronti a governare! Metteteci alla prova!”.

Grande felicità anche da parte di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, che pure lei richiedeva un passo indietro di Marino da molti mesi e che a sua volta si attribuisce i meriti per le sue dimissioni: “Grazie all’esposto presentato in Procura da Fratelli d’Italia e dal capogruppo in Assemblea Capitolina, Fabrizio Ghera, le bugie del sindaco sono state smascherate e per Roma è finito l’incubo Marino. Finalmente Marino va a casa ma la Capitale d’Italia non può permettersi di essere ulteriormente sacrificata sull’altare dei calcoli elettorali di Renzi: siano i cittadini a scegliere da chi essere guidare, a Roma come al governo della Nazione”.

Ancora più entusiasta Francesco Storace, leader della Destra: “Marino se ne va. La tentazione è festeggiare e mandare il conto a Renzi e Orfini. Ma occorre lavorare perchè finalmente si affermi la serietà”. Vere e proprie parole di esultanza pure da Matteo Salvini della Lega Nord: “Il ‘sindaco’ Marino si è dimesso: finalmenteeeeeeeeeee! Fra non molto toccherà anche a #Renzi. #Romaliberata”.

Tra chi si schiera in favore di Marino c’è invece l’assessore Alessandra Cattoi, che su Facebook ha scritto: “Delusione. Rabbia. Rammarico. Sono tante le emozioni che provo in questo momento per il triste epilogo che ha avuto questa straordinaria avventura. La nostra esperienza di governo che avrebbe portato Roma a un cambiamento vero e radicale viene interrotta così bruscamente per logiche che non riesco a capire fino in fondo e che non hanno una giustificazione plausibile. Il sacrificio del sindaco, un uomo che ha avuto il coraggio di fare scelte scomode per spezzare legami illeciti e criminali dentro e fuori il Campidoglio, potrà anche essere definito un atto di responsabilità, ma di certo non è un atto per il bene di Roma”.

Quali sono gli scenari che si aprono per Roma a questo punto? Ignazio Marino ha ancora 20 giorni per ripensarci, dopodiché le sue dimissioni diventano irrevocabili. Passati i 20 giorni, viene disposto lo scioglimento del Consiglio comunale. Il Prefetto nomina quindi un Commissario fino al termine del procedimento di scioglimento del Comune, entro 90 giorni. Le elezioni sono poi previste per il primo turno elettorale utile, ovvero la prossima primavera.