Ignazio Marino cerca di togliersi dall’occhio del ciclone in cui è finito negli ultimi mesi e ancor di più nelle ultime settimane. Dopo che alcune spese per presunte cene di lavoro a carico del Comune sono state smentite, il sindaco di Roma prova a fare ammenda, assicurando di pagare di persona e restituendo 20 mila euro alla città. Sembra però che il Pd, con Renzi in testa, siano pronti a scaricarlo.

Ignazio Marino si dimette oppure non si dimette? Il tormentone gira ormai da parecchio tempo e le voci al riguardo adesso si fanno più che mai contrastanti. La sua mossa per cercare di riguadagnare la fiducia non solo dei romani, ma anche del suo partito, è quella di pagare di tasca propria le spese fatte con la carta di credito del Comune. Solo che potrebbe essere troppo tardi.

Marino ha annunciato: “Pago di tasca mia i 20 mila euro spesi nell’interesse di Roma e guardo avanti, guardo al Giubileo. Da due anni c’è il tentativo di sovvertire la scelta democratica dei cittadini, io continuerò sulla strada del cambiamento e gli stessi cittadini giudicheranno”.

Marino prosegue poi dicendo: “In questi due anni ho speso con la carta di credito messa a mia disposizione dal Comune meno di 20 mila euro per rappresentanza, e li ho spesi nell’interesse della città. È di questo che mi si accusa? Bene, ho deciso di regalarli tutti di tasca mia a Roma e di non avere più una carta di credito del Comune a mio nome”.

Gli attacchi nei suoi confronti però proseguono e non arrivano soltanto dalle opposizioni, Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia in testa, ma anche dall’interno del Partito Democratico. Il deputato Pd Michele Anzaldi nel corso di un’intervista concessa all’Huffington Post ha domandato polemico: “Roma merita questo stillicidio? E tutto questo quanto danneggia i dem nazionali?”.

Intanto Beppe Grillo invoca sempre più a gran voce le dimissioni del sindaco: “Marino deve lasciare e Roma deve tornare al voto”. Dello stesso avviso anche Alessandro Di Battista, anche lui del M5S:”Non è più una questione di legittimità, ora è diventata una questione morale per questo Marino si deve dimettere”. Un parere simile arriva pure dalla sua collega Roberta Lombardi: “Oggi cade il mito dell’onestà di Marino, perché il sindaco ha mentito per iscritto rispetto all’uso che fa delle risorse pubbliche”.

L’entourage di Marino ha comunque reso noto che il sindaco: “non ci pensa proprio alle dimissioni”. A questo punto però per lui si ripete l’incubo del 2002, quando venne costretto a dimettersi dall’università di Pittsburgh e dall’Ismet di Palermo a causa di un’analoga vicenda di spese anomale e rimborsi doppi che lo coinvolse.

Matteo Renzi sembra sia infuriato nei confronti di Marino e, in una telefonata con Matteo Orfini, come riporta La Repubblica avrebbe detto: “Io te l’avevo detto che si doveva andare a votare, tu l’hai voluto salvare e adesso te lo tieni e muori con lui”.

Adesso sembra che i consiglieri comunali del Pd stiano pensando a una mozione di sfiducia nei confronti di Ignazio Marino in comune accordo con Sel. Quanto a Renzi, in merito ha fatto sapere: “Devo ancora decidere, lo farò presto”.