Il sindaco Ignazio Marino formalizzerà le sue dimissioni solo lunedì prossimo – e quindi teoricamente il primo cittadino avrebbe tempo per ritirarle fino al primo novembre. Visto che nella mattinata di ieri la presidente dell’assemblea capitolina Valeria Baglio aveva annunciato che le dimissioni sarebbero state ufficiali in giornata, che alle 14.30 il vicesindaco Causi aveva affermato che tutto era già stato protocollato e poi alle 17 era arrivata la smentita della Baglio, a qualcuno è venuto il dubbio che Ignazio Marino cerchi fino all’ultimo le condizioni per proseguire, arrivando magari a proporre una nuova giunta – mentre d’altra parte tra le fila del partito democratico c’è chi si preoccupa che il primo cittadino si presenti alle prossime elezioni con una lista civica che renderebbe – se possibile – la vita ancora più complicata per il centrosinistra nella Capitale.

Questa mossa può trovare giustificazione anche nel fatto che Sel ha fatto ieri un’apertura a Marino. L’ex capogruppo in Campidoglio Gianluca Peciola ha scritto ieri su Facebook che “Noi vogliamo andare avanti con il programma elettorale: è giusto chiedere al sindaco un cambio di rotta, la verità, il rispetto del mandato“. Poi insieme a Paolo Cento, segretario di Sel nella Capitale, ha proposto al sindaco di venire “a riferire in Consiglio, a spiegare le sue ragioni e le sue eventuali proposte. Sel ascolterà con rigore e attenzione“.

Difficile che Ignazio Marino possa avere successo – se non nell’operazione di lacerare ancor di più il partito democratico. Il presidente e commissario del Pd a Roma Matteo Orfini in un’intervista a Repubblica ha tolto ogni dubbio affermando che “tra venti giorni ci sarà il commissario. Neanche prendo in considerazione altre ipotesi“. Ed ha poi aggiunto ai microfoni del Tg1: “Ho provato in tutti i modi a dare una mano a Marino, ma negli ultimi mesi si è rotto definitivamente il rapporto di fiducia con la città e con l’ultimo episodio, quello delle spese per le cene, anche il rapporto con il Pd. Oggi di tutto dobbiamo parlare fuorché di come affronteremo le elezioni quando ci saranno. Dobbiamo invece garantire i trasporti, le pulizie di strade e parchi, e tutti i problemi di una grande città“.