Svolta nel caso di Mario Biondo, il cameraman trovato impiccato nella sua abitazione di Madrid nel maggio 2013. Un caso sul quale ci sarebbero ancora diversi punti oscuri e sui quali i magistrati italiani vogliono vederci chiaro per restituire verità e giustizia alla sua famiglia.

La sua salma, infatti, è stata riesumata su disposizione del sostituto procuratore generale così da poter effettuare una seconda autopsia. A non convincere sono alcuni elementi come il doppio segno di stretta sul collo del giovane che, secondo la tesi accolta dai pm del primo grado, si sarebbe impiccato con una pashmina. Non tornano nemmeno quelle contusioni trovate sulla fronte dell’uomo che, dunque, non concilierebbero con l’assenza di segni di traumi. E infine, l’aspetto più importante è quello relativo alla scena del crimine: come ha fatto Mario Biondo a impiccarsi nella libreria di casa sua? E soprattutto perché avrebbe dovuto farlo?

Suicidio o omicidio, questo è l’aspetto più importante da chiarire. Per la famiglia di lui si tratta senza dubbio di omicidio: impossibile che nessun oggetto della libreria sia stato spostato dal momento che lo strangolamento provocherebbe spasmi che i tecnici hanno paragonato ai movimenti derivanti da un sisma.

Una prima vittoria per i familiari del giovane che da tempo chiedono nuovi approfondimenti, vogliono tutta la verità su questa terribile storia, sulla morte di Mario in circostanze ancora misteriose.