Oggi il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha parlato durante l’annuale dibattito al Parlamento europeo sul bilancio dell’autorità monetaria. Che cosa ha detto? alcune frasi colpiranno sicuramente il governo Renzi, perché il governatore della Bce ha detto con la sua solita flemma che il nostro sistema finanziario sarà “davvero sicuro” solo se ci sarà “una coerente attuazione delle disposizioni della direttiva sul bail-in“. L’unica interpretazione che si può dare alle parole di Mario Draghi e che il governatore vorrebbe applicare la norma alla lettera a differenza di quello che pensano la Banca d’Italia ed il ministero dell’Economia – che invece hanno auspicato nei giorni scorsi una revisione delle disposizioni.

Su un altro punto il banchiere centrale non sarà stato apprezzato invece dai tedeschi. Ci riferiamo a quando ha auspicato che “il paracadute pubblico per il fondo salva-banche ne rafforzi la credibilità” e ricorda che «bisogna assicurare che la fiducia nella sicurezza dei depositi sia ugualmente alta in tutti gli Stati dando vita allo schema europeo per l’assicurazione dei depositi». Insomma la sua ricetta prevede la “riduzione” e la “condivisione dei rischi” che rappresentano “due facce della stessa medaglia e dovrebbero procedere in parallelo: sono tutte essenziali a proteggere la stabilità del settore bancario europeo“.

A parte la questione centrale degli istituti di credito, Mario Draghi ha anche spezzato una lancia a favore della politica monetaria della Bce: “funziona, senza l’Eurozona sarebbe stata chiaramente in deflazione lo scorso anno e i prezzi sarebbe scesi ancora così rapidamente quest’anno: la crescita sarebbe stata decisamente più bassa“. Nei prossimi mesi la Bce pensa “che sarà necessario rivedere e possibilmente riconsiderare” l’approccio avuto finora nel mese di marzo – anche perché avrà a disposizione nuove previsioni economiche.

Cosa accadrà in futuro? Per il governatore della Bce “siamo indubbiamente a un punto in cui viene testata la coesione dell’Europa”. E poi “molte delle sfide che affrontiamo hanno natura europea o globale, e richiedono una forte risposta europea“. Bisognerà per esempio trovare “una soluzione che ancori la Gran Bretagna in modo fermo all’interno della Ue e permetta nello stesso tempo a Eurolandia di integrarsi ulteriormente aumenterebbe la fiducia“.