Mario Draghi oggi ha usato parole contrastanti per definire lo stato dell’economia attuale. Il presidente della Banca Centrale Europea ha detto che la ripresa c’è, ma è comunque parecchio moderata, e ha annunciato quali sono le misure che ha intenzione di adottare.

Nel suo discorso al Parlamento Europeo, Mario Draghi ha detto che “la ripresa nell’Eurozona prosegue moderatamente, ma più forte del passato”. Nonostante questo, ha specificato in maniera non troppo ottimistica che “i rischi al ribasso da crescita e commercio globali sono chiaramente visibili”, aggiungendo inoltre che “le dinamiche dell’inflazione si sono indebolite, a causa dei prezzi bassi del petrolio e dell’effetto dell’euro forte”.

Parlando ai parlamentari europei, il presidente della Bce ha annunciato l’intenzione di monitorare “da vicino i rischi alla stabilità dei prezzi e valuteremo la forza e la persistenza dei fattori che stanno rallentando il ritorno dell’inflazione a livelli vicini al 2%. […] Se la stabilità dei prezzi è a rischio agiremo usando tutti gli strumenti disponibili entro il nostro mandato”.

Mario Draghi ha poi affermato che il programma di acquisto degli asset viene “considerato particolarmente flessibile e potente. […] Abbiamo sempre detto che può andare oltre settembre 2016, nel caso non vedessimo un aggiustamento sostenuto nel cammino dell’inflazione”, ma “altri strumenti possono essere attivati per rafforzare l’impatto del programma, se necessario”.

Draghi ha quindi aggiunto che “finora l’attività economica nella zona euro ha dimostrato un certo grado di resilienza verso le influenze esterne che tendono a indebolire la domanda. Mentre la domanda esterna è receduta, gli export dell’Eurozona sono aumentati. Il costo più basso dell’energia e la nostra politica monetaria stanno sostenendo i consumi e la creazione di nuovo capitale”.

Riguardo alla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e alle proposte avanzate di recente dal premier David Cameron per scongiurarla, Mario Draghi ha commentato dicendo: “Siamo ad uno stadio molto precoce, è un processo molto complicato. […] Dobbiamo tenere due obiettivi in mente: la moneta unica e il mercato unico. Sono due straordinarie conquiste, e tutto dipenderà dall’interazione di esse”.