L’attesissima conferenza stampa di fine anno del presidente del consiglio Mario Monti inizia con circa venti minuti di ritardo rispetto alle 11 previsto ed è preceduta dall’intervento di Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti. Il premier uscente apre le danze così: “Mi ero presentato qui con diversi dei miei colleghi il 4 dicembre 2011 a pochi giorni dell’insediamento: avevamo illustrato provvedimenti presi dal CdM e avevamo rappresentato il quadro pericoloso nel quale si trovava il paese”.

Dopo un anno di lavoro “posso dire che l’emergenza finanziaria è superata, gli italiani possono di nuovo essere cittadini d’Europa a testa alta. Non abbiamo usato la strettoia degli aiuti dell’Ue e del Fondo Monetario Internazionale”. Un ringraziamento “molto intenso” al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che con la sua “intuizione” ha reso possibile questo Governo e per i suoi “discreti ma illuminanti consigli”.

Monti ha voluto ringraziare anche “il Parlamento, i presidenti del Senato Schifani e della Camera Fini” per questo anno di governo. “La nostra navigazione parlamentare era complessa, per la complessità dei provvedimenti e per la grande inesperienza politica e parlamentare di quasi tutti noi. Siamo stati, nel pieno rispetto delle norme e dei regolamenti, molto aiutati e di questo sono personalmente grato”.

Le “fucilate” arrivano per Silvio Berlusconi: “Ho parole di gratitudine e sbigottimento nei confronti del mio predecessore. Quando mi designò Commissario Europeo per l’Italia e abbiamo avuto un rapporto schietto ma faccio fatica a seguire la linearità del suo pensiero quando si tratta di apprezzamento e disprezzamento di questo governo. Ieri dichiara che questo governo non ha fatto  nulla se non riportare tasse e Imu. Pochi giorni prima aveva espresso lusinghe nei confronti del sottoscritto e pochi giorni prima ancora arrivava la generosa offerta che il sottoscritto potesse prendere la leadership dei moderati. Un quadro di comprensione mentale che a me sfugge. Abbiamo un diverso modo di intendere il servizio o di istituzione non c’era base per poter collaborare”. 

Seguirà post completo.

Il premier risponderà alle domande dei giornalisti: sono in tutto 48 le domande che sono state annunciate. Poi una campagna elettorale decisiva per l’Italia ma anche per molti aspetti dell’Europa di cui l’Italia resta un tassello importante.

LA CRISI DI GOVERNO

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