Mentre da palazzo Chigi si affrettano a sottolineare che “il presidente non ha ancora deciso se e come impegnarsi nella campagna elettorale” Mario Monti (foto by InfoPhoto) porta avanti il suo programma e lo ha illustrato di buon mattino ai suoi più fedeli sostenitori: Montezemolo, Casini, Cesa, Riccardi, ricevuti di buon mattino nella sede del governo. Una fonte vicina al Professore spiega che “la situazione è in continua evoluzione e quello che è vero ora, cioé una sua partecipazione, non lo é fra due ore” confermando che il presidente del Consiglio, in un modo o nell’altro, parteciperà alla competizione elettorale.

I suoi uomini lavorano alla formazione della lista o delle liste (si parla di due alla camera e una unica al senato) seguendo scrupolosamente il principio richiesto dal Professore: massimo riserbo e pochi politici coinvolti. Il programma dell’agenda Monti diventerà ufficiale sabato o domenica, quando si svolgerà la conferenza stampa di fine anno. Nel manifesto programmatico sono contenute riforme costituzionali ed epocali, tanto da far apparire minime quelle approvate nell’ultimo anno e vanno introdotte liberalizzazioni più incisive.

Per capire la portata dell’azione di Monti, alcuni contributi richiesti dal premier ai ministeri per dare corpo al suo programma sono stati giudicati di scarso valore e rispediti al mittente. Il Professore è convinto che solo riproponendo un forte centro moderato, che apra gli occhi agli italiani sullo stato delle cose e sulle necessità di cambiamento, il Paese riesca a costruire un futuro prospero. La campagna elettorale di Monti sarà regolare, compresi dibattiti tv e talk-show. E per ora il fatto che un premier dimissionario si riproponga al Paese non viene visto come un problema negli ambienti del Quirinale.