La conferenza stampa di fine anno di Mario Monti è un grande concentrato di idee e di programmi e trova già i primi ampi consensi sui social network. Il “Professore” ha sciolto i dubbi e proporrà una sua lista alle elezioni: “Non distruggere ciò che con grandi sacrifici si è fatto”. Questo è il primo punto del documento ‘Cambiare l’Italia, riformare l’Europa :agenda per l’impegno comune’.

“Il nuovo governo deve guardare soprattutto al lavoro ma con una prospettiva moderna e non nobilmente arcaica. Io non mi schiero con nessuno. Questa è un’agenda erga homnes con una modalità interattiva. Voglio che partiti e gruppi sociali si schierino con queste idee. Le idee che troverete nell’agenda spero potranno essere condivise dalla maggioranza in Parlamento. Mi propongo alle forze che manifestano un’adesione convinta e come guida nel caso. Sarei pronto ad assumere un giorno le responsabilità che mi venissero affidate dal Parlamento. Questa mia presa di posizione non coinvolge nessuno dei Ministri di cui sono orgoglioso e che possono avere le mie stesse idee oppure no. Penso ci vogliano coalizione abbastanza ampie. Il leaderismo copre l’assenza di idee, non serve schierarsi contro qualcun altro. Non servono discese in campo ma una salita in politica”. 

Secondo il Professore le emergenze dell’Italia sono la crescita e l’occupazione e una riforma istituzionale ma serve anche cambiare abitudini della società italiana che rappresenta male la donna e la giustizia resta un tema chiave: ”Occorre un rafforzamento della disciplina del falso in bilancio, un ampliamento della disciplina sul voto di scambio, un trattamento in materia di prescrizione, una disciplina sulle intercettazioni e una più robusta disciplina sul conflitto d’interessi. L’Italia è un Paese che può sorridere, perché ha risorse straordinarie e deve ritrovare quel tanto di fiducia che serve per fare più bambini: si sta autodistruggendo. L’agenda consiste nell’evitare pericolosissimi e illusioniostici passi indietro e deve andare avanti”.

C’è tempo per altre frecciate a  Silvio Berlusconi: Quella di togliere l’Imu è una proposta bellissima e piena di attrattiva popolare – ha spiegato ironicamente Monti - E’ bellissimo e allora io direi anche ridurre le tasse o reintrodurre il concetto che le tasse significa mettere le mani nelle tasche degli italiani…Ma se si farà senza altre grandissime operazioni di politica economica, chi verrà al governo un anno dopo – e non dico dopo cinque anni – dovra mettere l’Imu doppia”. Parlando di giustizia ha voluto esprimere “un concetto semplice: è meglio fare leggi ad nazionem e non ad personam. Quando ho rassegnato le dimissioni ho detto a Napolitano queste tre parole: ‘Missione compiuta presidente’. 

LA CRISI DI GOVERNO

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