Il presidente del Consiglio Mario Monti ha concluso la sua visita in Qatar stringendo un accordo col sultano Qabus ben Said: verrà creato un fondo d’investimento da 2 miliardi di euro (inizialmente 300 milioni), partecipato per quattro anni al 50% da Cassa depositi e prestiti (attraverso il controllato Fondo strategico italiano) e Qatar Holding, la cassaforte del sultano. L’obiettivo di questo fondo sarà investire nei settori d’eccellenza del Made in Italy come turismo, alimentare o moda.

Bene. Promuovere gli investimenti esteri in Italia è uno dei suoi doveri. Ma dopo l’incontro d’affari col sultano, Monti si è spostato negli Emirati, a Dubai, dove fra l’altro il suo grande sostenitore Montezemolo ha investito parecchio. Alla locale camera di commercio, il presidente del Consiglio ha espresso qualche commento sui risultati del proprio Governo. Reagendo ovviamente alle critiche dopo le sue precedenti parole, in cui “non garantiva per il futuro”, il senatore a vita ha dichiarato: “Siamo riusciti ad evitare un disastro. Negli ultimi dodici mesi dovevamo spegnere l’incendio della casa che era la priorità”. D’accordo, ma cosa ne sarà dei resti carbonizzati della nazione? Negli ultimi dodici mesi, cioè il periodo in carica dell’attuale Governo, il tasso di disoccupazione è salito del 2% (10,8% a settembre) e la pressione fiscale elevatissima sta strangolando tutti.

E poi: “Il pacchetto di riforme ha significativamente modernizzato la pubblica amministrazione, incrementato la competizione e reso il lavoro e l’economia più flessibile, più dinamica”. Certo, oggi è molto più facile licenziare, ma le barriere all’ingresso nel lavoro restano alte, ed esistono sempre enormi disparità di garanzie tra le diverse categorie di lavoratori. E non dimentichiamo la faccenda degli esodati, per ora risolta solo a parole. Riforme nella pubblica amministrazione? Riparliamone quando le province chiuderanno i riscaldamenti alle scuole per impedire la propria eliminazione. Riparliamone quando le regioni cambieranno nome ai vitalizi dei consiglieri, così questi continueranno ad andare in pensione (di lusso) a 50 anni.

E ancora: “Le finanze pubbliche italiane sono in salute”. Tagliando il carburante alle pattuglie delle forze dell’ordine? “L’euro è un simbolo dell’integrazione europea che i governi sono determinati a preservare e rafforzare”. E il rifiuto di 5 governi europei ad erogare i fondi per il terremoto in Emilia da che parte dell’integrazione vogliamo metterlo?

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