Novità nell’intricato caso dei marò che sta creando da oltre quattro anni attriti tra l’Italia e l’India. Il Tribunale arbitrale dell’Aja ha deciso che  Salvatore Girone potrà fare rientro in Italia, accogliendo una richiesta presentata dalle autorità italiane. Il fuciliere della Marina è accusato insieme al collega Massimiliano Latorre di aver ucciso due pescatori nel corso di una missione antipirateria. Latorre è già stato rimpatriato mesi fa per ricevere un’adeguata assistenza sanitaria a seguito di un ictus. Il marò Salvatore Girone era invece rimasto in India, in attesa della sentenza delle autorità internazionali.

Il Tribunale dell’Aja ha posto fine all’esilio forzato di Girone, decretando il suo rientro. Il marò potrà rimanere in Italia fino alla sentenza finale dell’arbitrato richiesto dall’Italia il 26 giugno 2015. La sentenza è attesa tra 2-3 anni. Per quella data i giudici si saranno pronunciati sulla competenza giurisdizionale del caso marò. La decisione di far rientrare Girone è dettata da motivi umanitari e legali proprio alla luce dei tempi lunghi richiesti dall’arbitrato.

Farnesina: rientro Girone positivo per risoluzione caso marò

Stando alle prime indiscrezioni trapelate Salvatore Girone dovrebbe fare rientro a breve in Italia, dopo aver sbrigato alcune formalità burocratiche e aver preso accordi con le autorità indiane in  merito al trasferimento. La Farnesina in una nota ha espresso soddisfazione per la decisione del Tribunale dell’Aja, dicendosi ottimista sull’esito della procedura arbitrale e auspicando la piena collaborazione delle autorità indiane per chiudere senza ripercussioni diplomatiche il caso marò:

Si tratta di una buona notizia per i due fucilieri, le loro famiglie e per le ragioni sostenute dal Governo e dai nostri legali. Il Governo conta su un atteggiamento costruttivo dell’India anche nelle fasi successive e di merito della controversia.

Il Ministero degli Esteri ha poi tenuto a precisare che la decisione del Tribunale dell’Aja non influirà in alcun modo sul proseguio della procedura arbitrale:

Il Governo ha lavorato per sottoporre l’intera vicenda all’arbitrato internazionale e, in questo quadro, riportare a casa i due fucilieri di Marina. L’ordinanza annunciata apre la strada a questo risultato.