Era attesa solo la conferma della decisione e oggi la Corte Suprema indiana ha definitivamente chiarito che il marò Massimiliano Latorre può restare in Italia alle stesse condizioni che erano state stabilite già per Salvatore Girone. Ossia i marò potranno rimanere nel proprio Paese finché non sarà terminato l’arbitrato internazionale all’Aja.

Come già anticipato, la Corte Suprema si è limitata a comunicare in via ufficiale ciò che oralmente aveva già deciso lo scorso 20 settembre, ossia che il marò Latorre sarebbe potuto restare in Italia.  La Corte Suprema ha inoltre ricordato come, sebbene i marò restino nel proprio Paese di origine, siano comunque – e provvisoriamente – sotto la responsabilità della Corte Suprema stessa. Una misura che sarebbe stata confermata anche dalla Corte permanente di arbitrato dell’Aja e che mira a tutelare la posizione dell’India, affinché essa possa esser certa di far tornare i due fucilieri italiani, qualora l’Aja stabilisca che la giurisdizione sul caso appartiene al Paese asiatico.

La Corte Suprema indiana ha quindi accettato le medesime condizioni poste per far restare Salvatore Girone in Italia: consegna del passaporto, garanzie scritte individuali e dello Stato italiano, passaggio una volta al mese in commissariato e rapporto italiano – ogni tre mesi – per fare quadro della situazione. Per quanto riguarda l’India invece, ogni tre mesi dovrà inviare un resoconto alla Corte Suprema, resoconto che illustra l’evoluzione dell’arbitrato che si sta svolgendo all’Aja. Per avere una sentenza bisognerà attendere ancora diverso tempo però dato che le previsioni ipotizzano che essa non possa giungere prima della fine del 2018.