La Farnesina torna alla carica nel “caso marò”, e dopo aver chiesto e ottenuto (con l’approvazione dell’India) che la controversia sia risolta dalla Corte permanente di arbitraggio dell’Aja, arriva oggi un nuovo passo per riportare a casa i due Fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.

In realtà, come è ormai noto, il quarto rinnovo della permanenza in Italia di Latorre è già stato accettato dalle autorità indiane, e pertanto il soldato potrà proseguire la propria convalescenza in seguito all’ictus che lo ha colto nell’agosto del 2014 l’operazione al cuore subita a gennaio del 2015. Diversa la situazione di Girone, ancora ospite dell’ambasciata italiana a Nuova Delhi, di cui una certa parte dell’opinione pubblica e delle forze politiche chiede a viva voce il ritorno in Italia.

E in effetti il Ministero degli Esteri ha pubblicato oggi una nota in cui si conferma l’avvenuto procedimento diplomatico: “Come previsto dalla procedura arbitrale avviata il 26 giugno scorso, l’Italia ha chiesto oggi al Tribunale Internazionale del Diritto del Mare di Amburgo che, nel contesto e fino alla conclusione del procedimento arbitrale, il Fuciliere di Marina Massimiliano Latorre possa restare in Italia, il Fuciliere di Marina Salvatore Girone possa farvi rientro e vengano sospese le procedure della giurisdizione a carico dei Fucilieri in India.

Si tratta di un’iniziativa, si continua a leggere “dettata dalla necessità di tutelare i diritti dei Fucilieri di Marina Latorre e Girone e dell’Italia durante lo svolgimento del procedimento arbitrale”. Si attende una risposta del Tribunale di Amburgo entro alcune settimane, come usuale procedura in questi casi.

Negli ultimi giorni avevano fatto molto scalpore alcune dichiarazioni roventi del segretario di Rifondazione Comunista di Rimini Paolo Pantaleoni, che provocatoriamente aveva chiesto su Facebook “Non è ora che impicchino i due marò?“. Dopo la risposta piccata dello stesso Latorre, in cui proclamava la propria innocenza, sono arrivate le dimissioni di Pantaleoni.