Secondo una ricostruzione pubblicata da Quotidiano.net e ripresa poi da diversi media – tra cui anche Leonardo -, tra i documenti presentati dall’India al tribunale di Amburgo ci sarebbe anche una perizia secondo la quale le misure dei proiettili che hanno colpito ed ucciso i due pescatori indiani – al centro della querelle tra India ed Italia – non sarebbero compatibili con i proiettili utilizzati dai militari in servizio della Nato – e quindi non potevano essere stati sparati dai due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

La faccenda con il passare delle ore si sarebbe complicata, perché da Repubblica è invece filtrata la notizia che l’India potrebbe aver inviato una vecchia perizia che in seguito sarebbe stata sostituita da una seconda – fatta alla presenza di carabinieri italiani – che invece confermerebbe la compatibilità delle misure del proiettile estratto dalla testa di uno dei pescatori uccisi, con quelle in dotazione dei fucilieri di marina.

il condizionale utilizzato dal giornale italiano è determinato dal fatto che sulla vicenda, a distanza di oltre tre anni dai fatti, non è ancora iniziato il procedimento giudiziario a carico dei due fucilieri italiani. Se non ci fosse una seconda perizia, come spiega l’ambasciatore ed ex-ministro degli Esteri durante il governo Monti Giulio Terzi, l’Italia dovrebbe “chiedere l’immediato ritorno dei due soldati sotto la sua giurisdizione“, “non solo proseguendo l’iter dell’arbitrato, ma alla luce del nuovo clamoroso elemento emerso, l’autopsia, si dovrebbe avviare una forte azione internazionale e bilaterale in tutte le sedi possibili perché l’India receda dall’assurda volontà di tenere in piedi un processo illegittimo, non solo dal punto di vista della competenza a giudicare, ma anche per una totale assenza di elementi che consentano l’avvio di un’indagine“.

Qualunque sua i numero delle perizie sulle pallottole che hanno ucciso i due pescatori indiani, sarebbe comunque opportuno “istituire una commissione parlamentare d’inchiesta” – il virgolettato riguarda sempre l’ambasciatore Giulio Terzi – sulla vicenda per permettere agli italiani di capire una volta per tutto cosa è successo e come si sono mosse le autorità italiane.