L’Unione Europea non sarebbe dovuta intervenire nel caso marò. Questa, in sintesi, la posizione dell’India sulla risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo che chiede il rimpatrio dei due fucilieri italiani accusati dell’omicidio di due pescatori indiani scambiati per pirati. La controversia internazionale va avanti dal 15 febbraio del 2012 senza che si sia giunti a un accordo soddisfacente per entrambe le parti.

L’intervento dell’Unione Europea potrebbe rappresentare una svolta, negativa o positiva è troppo presto per dirlo. La mozione approvata ieri dalla maggioranza dell’assemblea, infatti, chiede che la competenza giurisdizionale passi alle autorità italiane o in alternativa a un arbitraggio internazionale. L’Europa si schiera così apertamente dalla parte dell’Italia, scatenando il risentimento dell’India. Immediata infatti la replica del portavoce del ministero degli Esteri indiano, Syed Akbarrudin:

“In base alle circostanze sarebbe stato consigliabile che il Parlamento europeo non avesse adottato questa risoluzione. Il caso è sub jiudice ed è stato discusso tra l’India e l’Italia. La Corte suprema, nel suo pronunciamento del 14 gennaio, ha concesso a Massimiliano Latorre altri tre mesi per rimanere in Italia per ragioni di salute. Salvatore Girone rimane invece nell’ambasciata italiana a New Delhi”.

Ma il Parlamento europeo definisce inaccettabili le restrizioni alla libertà di movimento dei due fucilieri così come i lunghi ritardi nella risoluzione della controversia:

“Il Parlamento Europeo si duole del modo in cui la questione è stata gestita e sostiene gli sforzi esplicati da tutte le parti coinvolte per ricercare con urgenza una soluzione ragionevole e accettabile per tutti, nell’interesse delle famiglie coinvolte, indiane e italiane, e di entrambi i Paesi”.

L’Alto rappresentante per la Politica estera UE, Federica Mogherini, ha spiegato che la presa di posizione dell’UE avrà senz’altro conseguenze pesanti nei rapporti tra l’Europa e l’India. Per Lady Pesc, tuttavia, il Parlamento Europeo non poteva che schierarsi a favore dei diritti fondamentali dei propri cittadini.

Foto: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone LIBERI via Facebook