Il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha ricevuto ieri le delegazioni parlamentari che sono andate in India per incontrare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nei giorni scorsi.

A conclusione dell’incontro Napolitano ha chiamato i due militari e ha tenuto a tranquillizzarli dicendo: “Tornerete con onore”.

I due marò sono accusati dell’omicidio di due pescatori scambiati per pirati il 15 febbraio 2012, in base ad una legge rischierebbero anche la pena di morte. L’Italia reclama invece la giurisdizione del caso, affermando che l’incidente è avvenuto in acque internazionali.

Il presidente “ha condiviso l’impegno a dare il massimo rilievo politico internazionale a una vicenda gestita finora dalle Autorità indiane in modi contraddittori e sconcertanti”, “il Capo dello Stato proseguirà e intensificherà i contatti già stabiliti sul tema con i Capi di Stato di Paesi amici, presso i quali ha già incontrato attenzione e comprensione per questo caso doloroso”, si legge diffusa poco dopo dal Quirinale.

Ha parlato, a margine della Conferenza sulla sicurezza a Monaco, anche il ministro della Difesa Mario Mauro, “i due marò sono innocenti ed è giusto che ritornino a casa”, “aggiungendo, “dopo due anni ancora non c’è un capo d’accusa: questa è una violazione dei diritti umani”, “sono altri che devono dimostrare la loro colpevolezza”, ha sottolineato il ministro.

La delegazione delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato è stata ricevuta anche a palazzo Chigi dal premier Enrico Letta che ha detto: “Proseguiranno i contatti sul piano europeo e internazionale per sensibilizzare i partner dell’Italia su una questione che vede tutta la comunità nazionale al fianco dei due marò e delle loro famiglie”. Letta ha manifestato “grande apprezzamento per l’iniziativa, che conferma l’unitarieta’ d’intenti tra il governo e le forze politiche rappresentate in Parlamento per arrivare a una soluzione della vicenda“.

In serata h anche il il vice premier a preso la parola anche Angelino Alfano sulla vicenda: ”Il nostro governo non si rassegna ad una brutta fine dei Marò, noi vogliamo riportarli a casa”.