Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani arrestati in India quasi due anni fa per l’omicidio di due pescatori del Kerala, non rischiano la pena di morte. A riferirlo è stata l’agenzia di stampa indiana Press Trust of India, che ha sottolineato come il ministero degli Interni del paese asiatico sarebbe intenzionato a non concedere l’autorizzazione a perseguire i due militari italiani sulla base del Sua Act, la legge antiterrorismo che prevede la pena capitale.

La decisione non è stata ancora resa ufficiale, anche se le parole del ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid, che ha espresso “imbarazzo” per la cattiva gestione della vicenda e ha affermato che i due marò “non sono terroristi”, fanno ben sperare. Nel frattempo, il governo italiano ha presentato una petizione urgente alla Corte Suprema indiana per chiedere che Latorre e Girone vengano rimpatriati in attesa del processo. La notizia è filtrata in seguito a un incontro tra il presidente del Consiglio Enrico Letta, il ministro degli Esteri Emma Bonino e il ministro della Difesa Mario Mauro, al termine del quale il premier ha ribadito la propria “ferma aspettativa che il governo indiano tenga fede alle assicurazioni fornite, coerenti con le indicazioni della Corte Suprema, riguardo al fatto che il caso in questione non rientra tra quelli in oggetto della normativa antipirateria”.