Il portavoce  del governo Syed Akbaruddin smentisce la notizia relativa ad una possibile condanna con pena di morte ai due marò accusati dell’omicidio di due pescatori scambiati per pirati il 15 febbraio 2012: ”Il caso non rientra tra quelli che sono punibili con la pena di morte“, – afferma -  in una dichiarazione al Parlamento lo scorso 22 marzo, il ministro degli Esteri Salman Khushid escludeva la pena di morte, aggiungendo che si applicava solo nei casi rari tra i più rari“.

Per quanto riguarda, invece, la notizia pubblicata questa mattina sul The Hindustan Times relativa ad un rapporto della Nia inviato al ministero degli Interni in cui si chiede l’applicazione di una severa legge che prevede la pena capitale in caso di omicidio, Akbaruddin ha dichiarato: “In generale, come è noto, – ha detto – in questi briefing non commentiamo argomenti che riguardano problemi interministeriali“. Ma, ha proseguito, “sebbene non intendiamo commentare informazioni di carattere speculativo, posso rinviare alla posizione espressa chiaramente dal ministro degli Esteri Salman Khurshid il 22 marzo in Parlamento” .