Lunedì la Corte Suprema indiana non chiederà più la condanna a morte per i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ma, secondo indiscrezioni della stampa indiana, una condanna di 10 anni.

I nostri due militari sono prigionieri delle autorità indiane ormai da due anni, accusati dell’omicidio di due pescatori scambiati per pirati il 15 febbraio 2012. In base alla legge anti-pirateria rischierebbero anche la pena di morte, secondo le ultime notizia dall’india sembra svanita questa eventualità, l’Italia comunque reclama la giurisdizione del caso, affermando che l’incidente è avvenuto in acque internazionali. (foto by InfoPhoto)

I due militari italiani verranno comunque giudicati ed imputati in base alla legge contro la pirateria marittima (Sua Act), come dei veri e propri ‘terroristi’. Questa ipotesi ha scatenato l’ira del ministro degli Esteri Emma Bonino. “Talune anticipazioni che provengono oggi da New Delhi sull’iter giudiziario del caso dei nostri fucilieri di marina mi lasciano interdetta e indignata” ha dichiarato il nostro ministro degli Esteri che ha aggiunto, “L’eventuale richiesta di applicazione della legge antiterrorismo indiana, quale base di imputazione per i due marò, laddove dovesse essere confermata, sarà contestata in aula dalla difesa italiana nella maniera più ferma”.

“Il Governo ritiene sconcertante tale riferimento e fara’ valere con forza e determinazione in tutte le sedi possibili l’assoluta e inammissibile incongruenza di tale impostazione anche rispetto alle indicazioni a suo tempo fornite dalla stessa Corte Suprema indiana. Il nostro impegno di riportare a casa Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e’ piu’ forte che mai”, ha concluso Emma Bonino.

Nei giorni scorsi anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha avuto parole dure nei confronti delle autorità indiane.