Continua a destare preoccupazione la vicenda dei marò In India, accusati di avere ucciso due pescatori del Kerala il 15 febbraio 2012. l ministero dell’Interno indiano deciderà probabilmente nei prossimi giorni sul modo in cui la polizia Nia si muoverà per incriminare i due italiani che rischiano la pena di morte (CLICCA QUI PER APPROFONDIMENTI). Di fronte al rinvio del governo indiano della presentazione dei capi di accusa (venerdì scorso il ministro dell’Interno Sushil Kumar Shinde aveva chiesto ancora ‘due o tre giorni’), l’Italia ha ora deciso di presentare un ricorso alla Corte Suprema indiana. I presidenti delle commissioni Affari esteri e Difesa di Camera e Senato hanno convenuto di promuovere una missione istituzionale attraverso l’invio di una delegazione, rappresentativa di tutti i Gruppi parlamentari per visitare a Delhi Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.

Secondo l’Ansa, la ‘petition’ punta a “scongiurare l’uso di una legge antiterrorismo (Sua Act)” e si propone di sollecitare una presa di posizione della Corte Suprema: l’obiettivo è quello di ricordare agli investigatori che la Legge utilizzata da New Delhi per reprimere la pirateria marittima non è fra i codici e le leggi specificate dallo stesso massimo tribunale nelle sue sentenze del 18 giugno e 26 aprile 2013 per condurre l’inchiesta e processare i due Fucilieri di Marina italiani. Un’eventuale introduzione di questa legge “cambierebbe radicalmente lo scenario del processo, perchè si tratta di uno strumento antiterrorismo” inapplicabile a personale militare italiano imbarcato in funzioni di lotta alla pirateria.

L’appello al presidente della Commissione Europea Barroso e al vicepresidente Ashton perché l’Europa abbia “fermezza” con l’India è già stato sottoscritto da 58 eurodeputati italiani tra i quali i capi di tutte le delegazioni: “Queste sono ore decisive per scongiurare in qualsiasi modo l’ipotesi di una richiesta di pena di morte per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - dice Roberta Angelilli, promotrice dell’azione insieme a Gianni Pittella – È oltremodo irrispettoso verso i due militari, oltre che nei confronti dell’Europa tutta, il fatto che, dopo 695 giorni, il Ministero dell’interno indiano abbia fatto intendere di aver bisogno di qualche ulteriore giorno per stabilire i capi di imputazione. E’ arrivato il momento di mettere la parola fine a questa vicenda tanto drammatica quanto imbarazzante: l’Europa si faccia rispettare”.

La doppia strategia, politica e giuridica, dà un seguito a quella iniziativa forte anticipata dall’inviato del governo Staffan de Mistura che auspicava di “uscire dall’impasse” che complica il rientro in Italia di Latorre e Girone.

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