A questo punto viene il dubbio che l’India non voglia o non sia capace di decidere. Da due anni tiene prigionieri due soldati italiani e ancora non ha fatto sapere di cosa verranno accusati. Questo giusto per ricordare che la democrazia è qualcosa di più sofisticato delle chiacchiere.

La corte suprema di Nuova Dehli, di cui era attesa una decisione, ha invece per l’ennesima volta rinviato tutto. Adesso la Procura generale fa sapere che il 24 febbraio verrà ascoltato il Governo sulla possibilità di applicare la legge antiterrorismo contro Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (foto by InfoPhoto), i due fucilieri di Marina italiani catturati.

Appare chiaro che ormai in India si rendano conto di averla fatta grossa. Effettivamente la comunità internazionale, sebbene in ritardo e senza grande convinzione, sta pressando sempre di più per convincere il subcontinente a non accusare l’Italia di essere una nazione terrorista, perché i due marò erano in missione ufficiale per conto del proprio Paese. E’ proprio il procuratore generale Vahanvati ad ammetterlo: “C’è un dibattito tra i ministeri. Abbiamo bisogno di tempo per decidere”.

L’India ha già applicato 26 rinvii sulla questione. Quanto tempo dovrà ancora passare prima di rendersi conto che il business delle sue multinazionali potrebbe anche rimetterci?