Oggi, 23 maggio, l’ Italia ha presentato alla sezione feria della Corte Suprema indiana, la richiesta di attuazione urgente della decisione del Tribunale arbitrale dell’ Aja per consentire il rapido rientro in patria del Fuciliere di Marina Salvatore Girone. Lo ha annunciato oggi la Farnesina in una nota, in cui si aggiunge che la Corte Suprema indiana si riunirà giovedì 26 maggio per discutere della questione marò.

Nonostante lo scorso 29 aprile il Tribunale arbitrale dell’ Aja abbia infatti stabilito la necessità che Italia e India cooperino per definire le condizioni  e le modalità del rientro di Girone in patria, in attesa della conclusione della “procedura arbitrale che dovrà decidere sulla controversia giurisdizionale nel caso della Enrica Lexie”, l’ India non ha ancora disposto il rientro del marò italiano. Di fatto Salvatore Girone si trova ancora detenuto a Nuova Delhi, a migliaia di chilometri dalla sua famiglia, in condizioni di libertà condizionata e obbligato alla dimora nella dependance dell’ ambasciata italiana a New Delhi. Il fuciliere deve ora rientrare in patria “per motivi umanitari“, si legge nell’ ordinanza resa nota il 3 maggio scorso, proprio come da tempo sostenuto dall’ Italia.

Per quanto riguarda invece Massimiliano Latorre, secondo marò accusato di duplice omicidio in India, grazie ad un permesso dovuto a gravi problemi di salute, si trova già in Italia da mesi, e potrà restarvi almeno fino al prossimo 30 settembre, come stabilito a fine aprile dal Tribunale indiano.

I due militari italiani, impegnati a bordo della Enrica Lexie in un servizio anti-pirateria in India, sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani, scambiandoli per pirati, al largo della coste del Kerala. Sono stati arrestati il 19 febbraio 2012.