Aggiornamento: la sentenza del Tribunale di Amburgo non stravolge la situazione dei due Marò: “L’Italia e l’India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria in atto e non intraprenderne altre che possano aggravare la disputa.”

Così si è pronunciato l’organo preposto all’arbitrato internazionale, il quale ha esplicitamente rifiutato la prescrizione di misure temporanee sul caso. Una sentenza che non può essere interpretata “come un modo di appoggiare rivendicazioni di una delle due parti”.

La decisione di preservare le prerogative di entrambe le parti è stata presa con una maggioranza di 15 voti favorevoli e 6 contrari: Italia e India dovranno presentare “un rapporto di ottemperanza con le misure previste” entro il 28 settembre.

Al momento è dunque escluso il ritorno in patria del fuciliere di marina Salvatore Girone.

Il Tribunale internazionale del mare di Amburgo dovrà pronunciarsi oggi sulla giurisdizione del caso Marò. La corte presieduta da Vladimir Golitsyn dovrebbe produrre una sentenza già a partire dalle 11 di questa mattina: il documento deciderà a quale Paese dovrà essere affidato il compito di imbastire il processo nel quale verranno giudicati Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.

I due fucilieri di marina sono accusati dell’omicidio di due pescatori indiani, Valentine e Ajeesh Pink, avvenuto il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala, mentre si trovavano sulla petroliera Enrica Lexie come militari di protezione.

A provocare la maggior parte delle divergenze di opinione ci sarebbe la definizione della competenza del caso: per l’India l’omicidio sarebbe avvenuto in acque contigue indiane (20,5 miglia dalla costa), mentre per l’Italia l’incidente sarebbe avvenuto in acque internazionali su una nave battente bandiera tricolore.

Dopo più di tre anni dall’incidente oggi il Tribunale di Amburgo deciderà dunque innanzitutto la giurisdizione, ma anche le misure cautelari da adottare nei confronti dei Marò, il che potrebbe comportare il ritorno a casa di Girone (Latorre si trova già in Italia per problemi di salute).

Durante le prime udienze, tenutesi ad agosto, la posizione del nostro Paese è stata molto chiara: non essendo ancora stati incriminati i due Marò sarebbero ostaggio delle autorità indiane, che finora avrebbe trattato i due militari come presunti colpevoli senza alcun processo.

L’India dal canto suo ritiene offensive le recriminazioni italiane, sopratutto considerate le molte concessioni fatte ai fucilieri, e pertanto considera lo stato italiano come inaffidabile; allo stesso tempo viene contestata anche la competenza del Tribunale di Amburgo.

Questi ha molte opzioni a disposizione, che in ogni caso saranno definitive e dovranno essere rispettate da ambo le parti: le richieste italiane potranno essere accolte, anche solo in parte, oppure respinte, ma anche completamente stravolte; o addirittura potrebbe essere accolte le proteste dell’India e il Tribunale potrebbe dichiararsi non competente in merito al caso.