Si è scatenata una polemica davvero accesa sul caso dei marò. Non è la prima volta che capita, ma in questo caso sono state pronunciate, o meglio scritte, delle parole davvero dure. Tutto è partito con una scritta su Facebook da parte di Paolo Pantaleoni, segretario di Rifondazione Comunista di Rimini, cui è poi seguita la pronta replica da parte di uno dei due fucilieri chiamati in causa.

Paolo Pantaleoni attraverso la sua pagina Facebook aveva pubblicato una domanda che non era certo passata inosservata: “Ma non è ora che impicchino i due marò?”. Poco dopo il post era stato cancellato e il segretario di Rifondazione Comunista del comune di Rimini aveva anche scritto le sue scuse per l’infelice frase rilasciata in rete, dicendo che “si trattava di una battuta”.

Contro Pantaleoni sono arrivate diverse critiche, sia sui social network che da parte di altri esponenti politici. L’europarlamentare di Forza Italia nonché vicepresidente del Ppe Lara Comi ha commentato la frase dicendo: “Trovo disgustose le parole utilizzate dal segretario di Rifondazione di Rimini nei confronti dei nostri due marò: fosse per me a persone come queste non dovrebbe essere più permesso di fare politica. La responsabilità di affermazioni così offensive e macabre non può passare sotto voce e mi auguro pertanto che il partito prenda provvedimenti contro chi si è reso protagonista di un atto scellerato”.

Dello stesso avviso anche la deputata di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, che ha commentato la frase sui marò affermando che: “le parole utilizzate da questo irresponsabile si commentano da sole e mi auguro che questo soggetto sia allontanato dalla vita politica del nostro Paese quanto prima”.

Intanto è arrivata anche la replica di uno dei diretti interessati, insieme a Salvatore Girone. Il marò Massimiliano Latorre ha risposto alle parole di Paolo Pantaleoni dichiarando: “Spero che queste parole siano uscite dalla testa e non dal cuore, ma lo dicesse ai nostri figli. Qui mi blocco e non voglio far polemica. Quando saprà che siamo innocenti avrà ancora il coraggio di scherzare? A tutto c’è un limite, anche alla sopportazione”.