Niente ritorno in India per i due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. I due marò italiani, al centro di una complicata controversia giudiziaria con l’India, resteranno in Italia, dove erano rientrati alcune settimane fa con un permesso di 4 settimane concesso dalla Corte Suprema indiana in occasione delle ultime elezioni politiche (foto by Infophoto).  

“L’Italia ha informato il governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso” si legge nel comunicato della Farnesina. Una nota verbale del ministero degli Esteri è stata consegnata dall’ambasciatore d’Italia a New Delhi, Daniele Mancini, alle autorità indiane su su istruzione del ministro degli Esteri, Giulio Terzi. L’India avrebbe violato gli obblighi di diritto internazionale e in particolare il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero e le regole della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (Unclos) del 1982.

Il caso è scoppiato poco più di un anno fa. Il 16 febbraio 2012 i due marò, all’epoca in servizio sulla petroliera Enrica Lexie, sono stati arrestati a Kochi, con l’accusa di aver sparato contro due pescatori indiani, Valentine Jalstine e Ajesh Binki, uccisi da colpi d’arma da fuoco in quello che si credeva essere un attacco di pirati.  L’accusa è stata subito respinta dai militari italiani, che hanno detto di aver sparato solo alcuni colpi di avvertimento. Da quel momento è iniziato il lungo iter giudiziario che doveva concludersi davanti al tribunale speciale di New Delhi e che invece, dopo la decisione del governo italiano, sembra aver preso una virata i cui esiti sono al momento imprevisti.