Quattro ore di interrogatorio per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (foto by Infophoto). I due marò italiani, arrestati e detenuti in India fino a un mese fa con l’accusa di aver ucciso due pescatori del posto, sono indagati dalla Procura militare per “violata consegna aggravata” e “dispersione di oggetti di armamento”.  I due fucilieri sono stati sentiti dal procuratore Marco De Paolis, che ha anche disposto una perizia su un computer e una macchina fotografica per ricostruire la dinamica dei fatti.

Nel mirino della procura il comportamento dei due fucilieri, che nel febbraio di un anno fa hanno fatto fuoco dal ponte della petroliera Enrica Lexie sui due pescatori credendoli pirati. In particolare l’inchiesta servirà ad appurare se Latorre e Girone abbiano fatto un corretto uso delle armi, rispettando le regole d’ingaggio”, e perché abbiano “disperso” “oggetti di armamento”, ovvero i proiettili sparati. La Procura di Roma aveva già aperto a loro carico un fascicolo per omicidio volontario.

Intanto restano forti le polemiche dopo le decisioni del governo di non farli rientrare in India, come da accordi, al termine del permesso di 4 settimane concesso loro per votare le elezioni politiche. Per il premier indiano,  Manmohan Singh, la decisione italiana  ha violato tutte le norme diplomatiche. Mentre l’ambasciatore italiano Daniele Mancini resta bloccato nel Paese, il governo indiano ha fatto sapere che saranno valutate  tutte le opzioni diplomatiche e legali per fare in modo che i due militari facciano ritorno in India e vengano sottoposti a processo. L’Italia, intanto ribadisce, “nessuna violazione degli accordi”.